


Con la busta paga del mese di luglio, Tim, ha provveduto ad assorbire la seconda tranche di aumento previsto dall’accordo di programma del novembre 2017.
30 euro lordi al 5 livello , di cui 10 alla voce "ERS", che in una mediazione non certo scontata (come i nostri puntuali detrattori vogliono far credere) rappresenta l’elemento di tenuta politica che guarda al mondo dei Call center, avendo un valore minore per il mancato calcolo nel TFR, straordinari ecc.
Tim dopo aver sottoscritto l’accordo di programma e quindi aver accettato gli aumenti legati a tale dinamica senza avere il coraggio di dichiararlo pubblicamente da subito, cioè all’atto della firma, in un secondo tempo per circa 18.000 lavoratrici/lavoratori ha recuperato parte dei soldi messi a budget da coloro che hanno dei superminimi individuali (tradotto hanno avuto aumenti individuali, concessi unilateralmente dall’ azienda con metodi a noi oscuri)
Mai nella storia di questa azienda era avvenuto questo atto!
Legittimamente i lavoratori stanno chiedendo al sindacato confederale quali azioni intende intraprendere, in questa comunicazione a tutti gli attori in campo ed a coloro che usano il NO a prescindere su qualsiasi situazione a partire dal PDR che alcune Organizzazioni autonome hanno fortemente contestato con atti pubblici significativi ma che i loro rappresentanti hanno preso nelle loro buste paga, dichiariamo che stante la situazione attuale, perseguiremo tutte le strade che le regole del gioco ci mettono a disposizione, a partire da quella legale per finire a quella delle relazioni industriali.
Tim continua nella sua logica del prendere da ogni parte fregandosene degli effetti negativi che tali decisioni provocano sul clima aziendale e nei rapporti con il Sindacato confederale.
Quello che conta per Tim è questa rincorsa, per NOI miope e controproducente, nel continuare ad ottenere risparmi sul costo del lavoro, che non meno di una settimana fa al forum delle TLC abbiamo per l’ennesima volta dichiarato di considerarlo un investimento e non un costo.
Non ci stancheremo mai di evidenziare in ogni occasione che le lavoratrici, i lavoratori occupati in TIM sono un bene primario: il motore prezioso ed ineludibile dell’azienda!!!
Tim, registriamo purtroppo, che prosegue con la spocchia di credersi al di sopra di ogni cosa, atteggiamento che è costato negli ultimi anni, milioni di euro in multe, caduta del titolo e nella operatività turni di lavoro pessimi per i lavoratori e poco utili all'azienda.
Siamo reduci da un accordo "sofferto" sulla solidarietà dell' 11 giugno, che ha portato un notevole risparmio alle casse della società, anche solo questo avrebbe dovuto portare Tim a riflettere sul proseguire sulla linea degli assorbimenti.
Assorbimento, tema divisivo (Tim è un’azienda divisiva da sempre) in cui i lavoratori si dividono tra chi ha avuto e chi non ha mai avuto nulla in più, con il sindacato nel mezzo, accusato dai lavoratori di difendere chi ha preso pattuizioni individuali con l’azienda e dall'altra sempre accusato da chi si vede ridurre il sovraminimo.
Come sindacato confederale ci sentiamo di dire a TIM ed alle/ai lavoratrici/lavoratori che, se Tim oggi pone queste premesse per gli importanti confronti che inizieranno a settembre, possiamo già affermare che si prospetta una stagione di duro confronto!
Tim continua a chiedere in una logica di azienda senza padrone che bada solo al risparmio nell’immediato, per raggiungere obbiettivi di chi probabilmente non rimarrà in azienda ancora a lungo. NON è la logica con la quale abbiamo ricostruito l’unitarietà sindacale e iniziato a realizzare nuovo accordi, Tim deve cambiare atteggiamento da subito, a partire dal ripristino delle condizioni dei superminimi.
Alle lavoratrici/lavoratori che hanno avuto l’assorbimento del superminimo chiediamo però una collaborazione attiva, iscrivendosi al sindacato, smettendo mugugni e accuse tra i corridoi aziendali per poi andare dai rispettivi capi e fare finta di nulla, è necessario iniziare a far le cause legali che saranno sostenute dalle organizzazioni sindacali, serve agire in tutte le direzioni per ottenere un risultato.
Tim fa il gioco statistico confidando che nessuno o pochi di quelli che considera come "SUOI", facciano opposizione, in quella che è un’operazione come prima descritta di patto individuale tra azienda e lavoratore che li allontana dal sindacato, ora Tim disattende questo patto ed alle lavoratrici/lavoratori sta un pezzo di reazione per difendere i propri diritti ed al sindacato confederale dare il massimo supporto a questa dinamica.
Roma 30 luglio 2018
LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL
Tim - Assorbimenti contrattuali Telecomunicazioni > Operatori TLC