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16 Luglio 2018 Tim - Assorbimento prossimo aumento contrattuale

Siamo purtroppo alle solite, si diceva forse tim non assorbirà, e invece tim anche a luglio assorbirà l’aumento contrattuale previsto dall’accordo di programma, accordo raggiunto in extremis, che ha dato una risposta salariale, mantenendo inalterato l’impianto normativo e creando le basi di ragionamento per il rinnovo del Ccnl Tlc.

tim con una mano da e con l’altra toglie, giova ricordare che nel frattempo il periodo trascorso tra gennaio e luglio non è stato proprio una passeggiata di salute, oltre alle vicende relative alla governance dell’azienda tutt’ora irrisolte che hanno determinato lo stallo industriale di tim, abbiamo affrontato il tema esuberi sfociati (dopo un infruttuoso periodo di incontri, a causa di una dirigenza poco propensa a ragionare, come invece poi si è fatto al ministero) nell’apertura della procedura di cassa integrazione, chiusa con un accordo sui contratti di solidarietà e con un accordo aziendale che inizia a porre le basi per ripristinare una minima condizione di normalità.

Nel fare questo, circa 30000 lavoratori saranno in ammortizzatore sociale, quindi un sacrificio è già stato chiesto per il terzo anno ed abbiamo ingenuamente pensato potesse bastare, mentre invece vediamo il comportamento di un azienda ossessivamente attaccata al denaro.

tim si appresta per la seconda volta a minare il già difficile rapporto di fiducia con i suoi dipendenti, incurante dei possibili riflessi di questa operazione.

Non è sempre detto che la statistica dia ragione all’azienda, sui comportamenti conseguenti da parte dei lavoratori davanti a certe scelte,.

Abbiamo suggerito/invitato, pochi giorni fa, nel primo incontro per il rinnovo del Ccnl delle Tlc, ad iniziare a considerare il costo del lavoro "un investimento", non ci hanno capito, forse è un concetto troppo nuovo o troppo forte.

Noi invece ci ricordiamo molto bene, del richiamo da parte del presidente di asstel (dott. Guindani), al senso di responsabilità per trovare i giusti accordi.

Ci chiediamo se le aziende e la loro associazione siano in grado di tenere tutto insieme o se asstel è solo un nome di facciata e poi ogni azienda procede per conto suo come vuole.

La crisi del settore, la oramai esigua marginalità nella telefonia tradizionale, la ricerca di nuovi orizzonti di business a fronte di una realtà che già oggi si è tecnologicamente evoluta, non possono essere le ragioni per giustificare ogni tipo di manovra che raschia il bidone.

Serve visione industriale di medio e lungo periodo e non operazioni di piccolo cabotaggio, che si riferiscono a periodi passati in cui le aziende hanno macinato utili ed

hanno avuto comportamenti non sempre lineari, ora che le cose vanno diversamente, chi ha portato il pallone per giocare la partita si è stancato e se lo riprende in barba a tutto e tutti.

Non è una manovra come tante, invitiamo tim a fare una sana riflessione su questa decisione prima che possa essere troppo tardi, tim non ha più il blasone di un tempo, come qualche struttura in azienda ancora pensa di avere, trattare così una cospicua fetta di lavoratori, (al di là della modalità di elargizione una-tantum usata nel tempo che da sempre esclude il sindacato), non potrà che peggiorare un clima già negativo nei vertici aziendali.

tim non è solo un insieme di voci, nelle quali si devono tenere in ordine, in modo ossessivo i conti, che certamente sono importanti, si deve usare la logica del buon senso e valutare l’effetto degli impatti successivi a certe decisioni, non tutto si può tradurre in numeri.

Intimiamo a tim di fermare questa manovra, e tornare a relazioni industriali degne del nome di questa azienda.

I lavoratori come nella volta scorsa, sanno che il sindacato è a disposizione per le verifiche e le successive azioni legali, se tim non dovesse cambiare idea ci auguriamo che i lavoratori interessati si rechino presso le nostre strutture per le tutele legali del caso.

Roma 16 luglio 2018

Le Segreterie Nazionali

Slc-Cgil Fistel-Cisl Uilcom-Uil

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