


Il giorno 16 Febbraio , Telecom ha fatto pervenire alle OO.SS. il recesso dal Cralt e la disdetta di tutti gli accordi inerenti al circolo ricreativo aziendale.
La disdetta del Cralt, sempre osteggiata dal Sindacato, da diversi anni era un obiettivo dei responsabili delle RU nell’ottica di una razionalizzazione del Welfare; purtroppo dopo la disdetta del 2° livello e "la sospensione dei tavoli di confronto" che hanno prodotto il regolamento aziendale e appunto la disdetta del Cralt, ormai in TIM si sta realizzando una discontinuità organizzativa senza precedenti, ma soprattutto senza il Sindacato!
La nostra disponibilità a sederci ad un tavolo di confronto era, ed è finalizzata, a dissuadere l’Azienda, dall’intraprendere azioni unilaterali, ed avviare un percorso partecipativo di Relazioni Industriali per difendere le condizioni dei lavoratori.
Leggendo la lettera di recesso, infatti, sembra evidente che TIM voglia attrezzarsi a gestire l’insieme del Welfare offerto al personale in piena autonomia e con minor risorse.
La lettera di recesso indubbiamente modifica l’impianto statutario disegnato sul ruolo della rappresentanza dei lavoratori e sul ruolo determinante della componente aziendale, ma non può vietare alle OO.SS. e ai lavoratori di organizzarsi per gestire le attività di natura sociale che sono regolamentate per legge. (legge 300 art.11)
Per la FISTel è necessario avviare un percorso di confronto urgente con TIM per definire un nuovo modello di Relazioni Industriali, fondate sul reciproco riconoscimento e orientate alla partecipazione ai processi aziendali e in questo contesto ricercare soluzioni anche per il Cralt, partendo dal recupero delle risorse ad esso destinato (costo del lavoro) e al rilancio di un modello partecipativo che includa l’insieme delle attività di Welfare oggi gestite autonomamente dall’Azienda.
Roma, 21 Febbraio 2017
La Segreteria Nazionale
Tim - Il cralt non può morire è regolato dalla legge 300 articolo 11 Telecomunicazioni > Operatori TLC