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09 Marzo 2023
Tim - La soluzione è l'integrità del gruppo a controllo pubblico
La Segreteria Nazionale della FISTel come già dichiarato negli incontri istituzionali è contraria allo
smembramento di TIM per due ragioni: la prima è di carattere industriale, il Paese perderebbe la
capacità di rendere universale la connettività e la seconda è di carattere sociale, si creerebbero
decine di migliaia di esuberi!
La prospettiva che si sta delineando negli ultimi giorni con l’offerta di 18 mld€ di CDP-Equity e del
Fondo Macquaire e quella di 20 mld del Fondo KKR rischia di indebolire sia gli Assets che si
vogliono acquisire Netco Rete e Sparkle e sia gli Assets che resterebbero in Tim, Enterprise e
Consumer. Su questa operazione incombe la gestione del debito che ammonta a 22 mld netti e
solo 8 mld dell’offerta sarebbero destinati alla riduzione. Su gli Assets che resterebbero in pancia a
TIM di fatto graverebbero 14 mld di € di debito che nell’attuale condizione di mercato e con i tassi
di interesse in forte crescita, renderebbero ingestibile la continuità dei business e genererebbero
migliaia di esuberi e seri problemi di tenuta sociale.
Il Governo si è assunto la responsabilità della separazione della Rete contro ogni tentativo del
Sindacato di revisione del Piano, si caricherà, quindi, di tutte le responsabilità per il declino delle
infrastrutture e delle ricadute sociali in assenza di una gestione equilibrata del riassetto di TIM.
Riteniamo infatti la proposta dei Fondi sia assolutamente inadeguata per la difesa di un Asset
strategico come TIM e per il mantenimento dell’occupazione.
Siamo ancora una volta a sollecitare un incontro con la presidente del Consiglio dopo le diverse
richieste di incontro.
Roma, 09 marzo 2023
La Segreteria Nazionale
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