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15 Marzo 2018 Tim - Piano industriale 2018 - 2020

Il giorno 13 marzo 2018 a Roma si è svolta la riunione tra il Coordinamento Nazionale RSU, le

Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL e la Direzione Aziendale per la presentazione

del PIANO INDUSTRIALE 2018-2020.

L’azienda ha inizialmente illustrato sinteticamente il nuovo Piano denominato “ DigiTIM “ approvato

all’unanimità dal CDA dal quale emerge l’individuazione, attraverso la digitalizzazione dei processi ed

il rafforzamento degli obiettivi di qualità ed innovazione, delle direttrici su cui costruire un futuro di

crescita e rafforzamento di TIM.

Il tutto in un contesto che, pur riscontrando risultati economici nel 2017 leggermente positivi in

termini di ricavi, è caratterizzato da una crescente competizione (vedi OPEN FIBER, ILIAD, etc) con la

conseguente compressione dei margini nelle attività tradizionali.

Situazione che impone a TIM, la ricerca di una maggiore integrazione tra HW e SW dove questi ultimi

acquisiscono una funzione molto più rilevante rispetto a logiche del passato, una accelerazione sui

servizi a valore aggiunto, un innovativo utilizzo dell’intelligenza artificiale e più rilevanti profitti legati

ad un importante aumento del traffico sulle reti.

In merito agli investimenti, TIM nell’arco di piano indica una flessione degli stessi che passano da una

quota pari a circa il 25% del fatturato a circa il 19%, investimenti pari a 9 miliardi di euro.

TIM, attraverso un Programma di decommissioning, assieme ad una mappatura e digitalizzazione dei

processi cercherà di migliorare le attività in tutti i segmenti del suo business considerando che il

Mercato Italia ha perso in passato più di 7 miliardi di euro.

In ambito Business per l’azienda sarà fondamentale la convergenza con il mondo ICT attraverso il

CLOUD con l’utilizzo di partnership importanti come Google.

Il Wholesale è indiscutibilmente una parte fondamentale del business di TIM come anche lo sviluppo

di molti servizi in Brasile dove è il secondo player nel mobile, di Inwit nel mercato delle torri (sviluppo

5G) ed anche di Sparkle, asset strategico nello scacchiere internazionale.

Tim rende noto che oggi è arrivata a coprire con la fibra il 77% e terminerà il percorso di copertura al

79%, non raggiungendo il 100% a causa dei bandi “INFRATEL” realizzati per le aree a fallimento di

mercato (C e D).

A valle delle analisi sopra illustrate Tim rende noti gli OBIETTIVI DI PIANO che dovrebbero portare ad

un trend di crescita, tramite un aumento dei margini, NON attraverso manovre di risparmio interne

come nel recente passato ma con una migliore stabilità nei ricavi da servizio, la riduzione del debito

e un positivo flusso di cassa assolutamente utile per il futuro del Gruppo TIM.

TIM ha ufficializzato alle Segreterie ed al Coordinamento il progetto “ NetTCo “ ovvero la

SEPARAZIONE volontaria DELLA RETE (SOCIETARIZZAZIONE), giustificata per superare problemi di

natura regolatoria, creando una società dove al suo interno verrebbe “collocata” la rete di accesso,

sia in rame sia in fibra, e la parte di intelligenza costituita dalla centrale di commutazione ed adsl.

La nuova azienda, dovrebbe essere composta da circa 22.000 (su un totale di circa 49.000) lavoratori

provenienti da OPEN ACCESS, TECHNOLOGY, IT, in questa fase iniziale non sono stati precisati con

esattezza i settori che confluiranno al suo interno.

I tempi realizzativi della NetCo sono stimati in 15-18 mesi.

Sul piano OCCUPAZIONALE l’azienda ha di fatto riconfermato quanto precedentemente illustrato al

Coordinamento Nazionale RSU in data 7 febbraio 2018 in termini di COSTO DEL LAVORO e connesse

ECCEDENZE STRUTTURALI DELL' ORGANICO.

TIM ha ribadito le condizioni già poste nel precedente incontro per un accordo dichiarando che

laddove permanesse la dichiarata indisponibilità delle OO.SS. attiverà unilateralmente la procedura

per il ricorso alla CIGS.

Le Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL unitariamente, a valle di quanto riproposto

dalla Direzione Aziendale, hanno ripercorso quanto accaduto negli anni all’azienda più importante del

settore TLC in Italia (privatizzazione, continui cambiamenti degli azionisti di maggioranza e del

management) ricordando che Tim ha la RETE trasmissiva del PAESE, un asset strategico per la nazione

ed è, nonostante il forzato “dimagrimento”, ancora la quinta azienda privata italiana che occupa, al

31 dicembre 2017, ben 49.689 Lavoratrici/lavoratori.

Persone, che hanno già dato il loro contributo in termini di contrazione del costo del lavoro!

Le Segreterie Nazionali SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL, hanno ribadito la loro totale contrarietà

ad un processo, quello di separazione societaria della rete, unico in Europa, che depaupererebbe

fortemente un patrimonio industriale ed occupazionale quale è TIM e priverebbe il nostro Paese di

un fondamentale driver di sviluppo.

Su questo punto, assolutamente strategico, è necessario il sostegno delle Confederazioni e il pieno

coinvolgimento del Governo.

A partire dalla separazione della RETE per finire agli esuberi strutturali, le OOSS renderanno note le

proprie idee di visione sindacale direttamente al Ministro dello Sviluppo Economico ed al Premier ad

oggi in carica.

SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL RITENGONO FONDAMENTALE IL PERIMETRO INDUSTRIALE NELLA

SUA UNICITA’, ANCHE ATTRAVERSO UN INVESTIMENTO A CARATTERE PUBBLICO, E NON

FRAMMENTATO CON LA SEPARAZIONE DELLA RETE.

Sino ad oggi le Organizzazioni Sindacali Confederali non si sono mai sottratte al confronto, ed hanno

proposto soluzioni di buon senso e di prospettiva che non hanno trovato l’interesse dell’azienda.

Nel frattempo, in un quadro generale di instabilità ed incertezza, si sono aggiunte le mosse da parte

del Fondo di Investimenti ELLIOT, tramite l’acquisto di azioni TIM in quantità rilevante, (vedremo a

breve se questa azione verrà confermata o smentita), che hanno ancor di più dato ragione alle OOSS

nel richiedere all’azienda di attendere ad effettuare la discussione complessiva rimandandola a valle

del CDA del 24 aprile 2018, perché in questo evento potrebbero cambiare nuovamente gli assetti

manageriali nel “board”.

Obiettivo fondamentale per le Segreterie Nazionali di SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL è la

SALVAGUARDIA COMPLESSIVA dei livelli occupazionali, dell’unicità di TIM e del Perimetro

industriale del Gruppo.

L’Italia ha necessità di avere un leader nazionale nelle Tlc, che sia il traino nella realizzazione degli

impegni europei sull’agenda digitale ed allo stesso tempo elemento di garanzia nella parità di

trattamento, gli obiettivi di interesse generale non si raggiungono dividendo l’azienda!

Roma, 15 marzo 2018

Le Segreterie Nazionali

SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL

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