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25 Maggio 2018 Tim - Problematiche su ferie entro giugno

Con un messaggio diffuso capillarmente in tutta Tim, si vorrebbe obbligare le/i lavoratrici/lavoratori ad

usufruire di almeno 5 giorni di ferie entro giugno ed in alcuni territori addirittura qualche zelante

responsabile arriva a chiederne 10, il tutto per abbattere il costo del lavoro in vista della semestrale, lo

si evince da una frase contenuta in una nota inviata dall’azienda ai suoi responsabili: intervento

squisitamente gestionale, ed anche da autorevole stampa nazionale che scrive: Telecom in vista

della semestrale chiede lo smaltimento delle ferie ai dipendenti.

Una situazione che FISTEL-CISL ritiene inaccettabile!

Se queste sono le soluzioni che servono per realizzare il salto di qualità dell’azienda verso il piano

strategico “digiTim, possiamo pensare che gli Over The Top di fronte a queste manovre industriali

innovative continueranno a dormire sonni tranquilli quando sentiranno parlare di questa azienda.

Voler forzare la fruizione delle FERIE è l’ennesima dimostrazione di una azienda disperata, Tim

dovrebbe concentrarsi su ben altre situazioni a partire dall’innovazione tecnologica alla sua

organizzazione interna, condizioni che la fanno arrancare in un settore, quello TLC/ICT, nel quale,

velocità di cambiamento tecnologico e di processi, sono la stella polare. Il sindacato confederale, da

tempo, denuncia che tali situazioni devono essere affrontate e superate ma, se contestualmente si

prosegue con l’abbattimento dei COSTI, in particolare quelli del lavoro, il quadro complessivo NON

FUNZIONA!

Siamo all’impoverimento progressivo dell’azienda, per tutte le ragioni già riportate nel documento

unitario inviato alla politica alla fine di aprile, Tim è ferma a quanto venne affermato da un suo

amministratore delegato che nel 2013, in fase di uscita, dichiarò una cosa banalmente vera e reale

tutt’oggi, ovvero Tim per ripartire aveva ed avrebbe bisogno di una ricapitalizzazione.

Ed in questo stallo generale di Tim, dovuto anche alle recenti vicende che vedono il cambio della

compagine azionaria, l’azienda ritiene le ferie una misura importante per dare ossigeno alla seconda

trimestrale.

Siamo nel novero delle misure di basso profilo che vanno sempre e solo ad incidere sui lavoratori,

tutto quanto testimonia che in questa fase non c’è un' azienda per come la si dovrebbe intendere.

Il 24 maggio abbiamo iniziato il percorso ministeriale sulla richiesta di CIGS da parte di Tim, in quella

sede abbiamo dichiarato la contrarietà ad una manovra di abbattimento del costo del lavoro per fare

respirare il bilancio aziendale con i rischi connessi tra un anno di ritrovarsi senza ammortizzatori

sociali disponibili, in uno scenario futuro pieno di incertezze.

L’incoerenza regna sovrana perché Tim da una parte pensa di agire indisturbata in ogni direzione,

dall’altra parla di voler ripartire da costruttive relazioni industriali aumentando il dialogo e

coinvolgendo maggiormente i territori ma poi, un minuto dopo agisce in questo modo, con

l’imposizione delle ferie ai fini di una mera salvaguardia contabile, è evidente che abbiamo spremuto il

limone e non è rimasta neanche l’ultima goccia.

Tim deve far rientrare immediatamente quest’ultima richiesta, i lavoratori non possono vedersi

imporre quello che è lo strumento per il recupero psicofisico, come fosse uno strumento

ragionieristico al pari di tutti gli altri.

Questa indicazione di TIM è una desiderata “aziendale” che sbatte contro il vigente CCNL delle TLC –

Art. 31 FERIE - che NON riporta e NON prevede quanto indicato da TIM, quindi i lavoratori devono

certamente attenersi al CCNL delle TLC ma non ad un regolamento aziendale UNILATERALE che

contrasta con il rapporto di lavoro in essere !

E’ inutile che TIM mostri le certificazioni ottenute per darsi lustro se poi la realtà è opaca come quella

che le lavoratrici/lavoratori vivono amaramente e quotidianamente.

Digitim è per NOI la direzione giusta, questi accadimenti invece sono le conferme di un passato che

ancora non è finito e sta purtroppo affossando l’azienda.

Roma, 25 maggio 2018

La Segreteria Nazionale FISTEL-CISL

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