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09 Ottobre 2019 Tim - Progetto footprint

Il 2 ottobre la direzione TIM ha illustrato al Coordinamento nazionale RSU ed alle Segreterie nazionali un progetto che, riteniamo, debba essere trattato in un apposito comunicato, visto i potenziali impatti sulle lavoratrici e i lavoratori, ma anche per le impostazioni future che potrebbe attuare l’azienda.
Il dottor Iapichino, responsabile del progetto ha esposto, in maniera neutra, un lavoro di mappatura effettuato nei territori dove TIM ha “gruppi” di lavoratori fino ad un massimo di 5 che sono, fisicamente, lontani dal loro responsabile che quasi sempre è in una sede fuori dalla regione dove essi lavorano.
Dalla “fotografia” effettuata esce una realtà rappresentata complessivamente da 900 lavoratori sparsi in tutto il territorio nazionale che, da qui a tre anni, dovrebbero cambiare mansione per poter immaginare di continuare a lavorare nel territorio di appartenenza, piuttosto che doversi trasferire, per ora volontariamente, in altri luoghi per continuare a fare il mestiere attualmente svolto.
L’azienda ha cercato di spiegare come la tecnologia stia accelerando l’accentramento di attività non georeferenziate, e questo comporterebbe il rischio di vulnerabilità professionale per i lavoratori che nei territori svolgono attività di questo tipo, rilevando la presenza di piccoli nuclei disseminati nei territori la cui attività non sarebbe più legata al territorio di appartenenza, ma dipendente da un nucleo centrale che non è vicino alla persona/sede di appartenenza.
Ad una prima rapida analisi, davanti ad un progetto nato diversi mesi fa, come OO.SS. confederali abbiamo risposto con una serie di osservazioni iniziali!
La tecnologia abilita nuovi modi di lavorare come il lavoro agile, diventato strutturale in TIM con il significativo Accordo nazionale siglato da SLC-FISTE-UILCOM il 2 agosto 2019 presso il Ministero del Lavoro, per cui troviamo risibile che in questo caso succeda l’esatto opposto. Abbiamo fatto presente all’azienda come a nostro avviso ci si trovi di fronte ad un altro tipo di situazione che non è certo ignota al tavolo relazionale, il piano industriale che inizia a palesarsi sta incominciando a determinare i primi effetti reali e non solo teorici. Di fatto potrebbe avvenire a breve uno stravolgimento dell’attuale organizzazione a “silos” tra le varie funzioni. Un rilancio del commerciale, la necessità di aggregazioni e di impiegare al meglio le lavoratrici e i lavoratori, le internalizzazioni, le riconversioni professionali, il cambio mansione per circa 1.000 lavoratori come previsto dall’Accordo del 2 agosto, tutte azioni importanti ma che toccano la carne viva dei lavoratori. A tutto ciò si aggiunga l’articolo 4 della legge Fornero firmato da tutte le componenti sindacali che, nell’arco di due anni (2019 e 2020) farà uscire volontariamente 4.133 lavoratori, creando molti “buchi di organici” in vari reparti. Un esempio su tutti, a novembre 2019 i Tof passeranno da 8.300 a 7.800, ovvero 500 tecnici esterni in meno, se chi ha firmato l’Accordo per le uscite ha pensato che quella firma fosse indolore e/o neutra dal punto di vista organizzativo, ha sbagliato.
Le uscite anticipate in moltissimi casi dovranno trovare necessariamente soluzioni organizzative tramite le risorse interne, le assunzioni previste di 600 persone con skill elevati, solo in minima parte potranno favorire triangolazioni dove sostituire quelle figure che vanno in isopensione e che lasciano scoperti degli interi reparti.
Conoscendo la storia di Tim, in attesa di un dettaglio maggiore e di una interlocuzione più profonda, definire il progetto footprint “scivoloso” ci sembra ad una prima analisi molto realistico.
Non siamo contrari al cambiamento, ma come tutte le cose che impattano direttamente sulla vita dei lavoratori, richiediamo all’azienda di fornirci al più presto il dettaglio della manovra per capirne in maniera approfondita gli effetti sui lavoratori e quale logica industriale prospettica dietro a tale manovra si prepara.
Roma, 9 Ottobre 2019
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

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