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14 Maggio 2019
Tim - Rete è ora di avviare un nuovo confronto sugli orari e sull'organizzazione del lavoro
Ci sono quasi diecimila lavoratori operanti nelle strutture di Wholesale Operations, la maggior parte di essi in
ambito Assurance Services Area (ASA) circa 3500 unità e in Field Force (Tecnici On Field) circa 9000 unità, in
pratica quasi 1/3 dell’intera forza lavoro di TIM.
Da diversi anni TIM in questi due settori sta imponendo unilateralmente orari e turni di lavoro e risulta
essere “sorda” alle richieste della FISTEL-CISL e delle proprie RSU ai tavoli territoriali di riaprire un
nuovo confronto su tali temi.
Nel mondo ASA vi è un costante aumento dello stress da lavoro correlato, con l’alterazione del ciclo
sveglia/sonno, la mobilità urbana e interurbana, l’assenza spesso di supporto alla refezione "calda", la
mancanza di attenzione alle disposizioni Inail per i lavoratori over 50 e per il comparto delle donne nel principio
di rapporto lavoro /famiglia /educazione minori, inoltre la presenza al lavoro in quasi tutti i fine settimana, il
predominare di turni serali con il presidio fino alle 22, il far coincidere sistematicamente il Libero Lavorativo con
le festività infrasettimanali, la mancanza di un orario base “giornaliero” flessibile in ingresso, la mancanza dello
smart working, le continue riorganizzazioni interne con la riduzione dei moduli e le difficoltà nei cambi turno
oltre all’imminente introduzione dell’incentivazione individuale, stanno creando un clima già fortemente
negativo e di malumore.
Mel mondo ON FIELD vi è un quotidiano peggioramento della qualità complessiva considerando il contributo
giornaliero prestato con efficacia ed impegno da chi lavora in questa azienda. Altro tema di impatto riguarda
l’’introduzione unilaterale dell’incentivazione individuale che sta facendo purtroppo emergere il raggiungimento
degli obiettivi aziendali attraverso escmotage legati alla “furbizia” anche di Coordinatori ormai specializzati alla
sola gestione delle WR a discapito del servizio e delle richieste di collaborazione (non premianti).
L’introduzione unilaterale del presidio 7-21, delle domeniche e delle festività, congiuntamente alle fuoriuscite
per isopensione che hanno comportato un aumento delle turnazioni, l’obbligo del doversi trovare il cambio
turno e il cambio reperibilità in caso di ferie, il continuo aumento di spostamenti da una all’altra WR, le continue
pressioni, stanno portando il settore in una condizione per la quale è necessario invertire la rotta.
La FISTel CISL, congiuntamente ai propri componenti del Coordinamento Nazionale RSU, per quanto sopra
esposto, crede che sia urgente e necessario da parte di TIM riprendere subito un confronto costruttivo con il
Sindacato su tali settori.
Se TIM vuole dimostrare che in azienda c’è un nuovo clima con il Sindacato e i rapporti sono costruttivi
è ora che dalle parole passi a fatti.
La Segreteria Nazionale FISTEL-CISL
Roma, 14 maggio 2019
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