


Egregio Dottor Micheli, La scrivente O.S. in data 1 Febbraio 2017 ha ricevuto le linee guida e i dettagli del Regolamento Aziendale illustrato nell’incontro del 23 Gennaio u.s. con le Segreterie Nazionali e il coordinamento RSU. E’ del tutto evidente, come già dichiarato al tavolo nell’incontro sopra citato dalla nostra Organizzazione, che il metodo della disdetta e soprattutto il merito delle modifiche unilaterali apportate dall’Azienda, ci vedono fortemente contrari. Nelle valutazioni fatte dalla Segreteria Nazionale FISTel - Cisl e dal proprio coordinamento RSU il giorno 24 Gennaio u.s., non è mai venuta meno la volontà e l’esigenza di sedersi ad un tavolo, insieme alle altre OO.SS., per aprire una discussione a tutto tondo tesa a difendere importanti istituti contrattuali aziendali ed affrontare dinamiche organizzative necessarie a sostenere lo sviluppo del business e l’insieme del perimetro occupazionale. Il nostro obiettivo è partecipare alle decisioni aziendali con l’ambizione di correggere distorsioni e prevenire ricadute negative sui lavoratori in difesa degli interessi collettivi. Purtroppo, nella legittima autonomia di tutte le OO.SS. e nella diversa visione di come affrontare il
percorso relazionale con l’Azienda, la nostra Organizzazione ha ritenuto che non può essere il solo
conflitto la strada per difendere gli interessi dei lavoratori, ma di converso è necessario un chiaro e
trasparente confronto finalizzato a capitalizzare la partecipazione dei lavoratori allo sciopero del 13
Dicembre 2016, e ricomporre le divergenze fino ad oggi registrate.
La partenza unilaterale sul Regolamento Aziendale segue pedissequamente la costante
riorganizzazione unilaterale. che vede TIM. in piena solitudine. fare e disfare processi organizzativi,
avviare trasferimenti interregionali, riconversioni professionali e internalizzazioni di attività etc.
Questo modello è lontano dal sistema partecipativo sostenuto dalla nostra Confederazione e non
possiamo accettare supinamente che TIM prosegua indisturbata la sua azione di cambiamento
organizzativo senza il Sindacato; sarebbe una durissima sconfitta per la storia delle Relazioni
Industriali di questa Azienda, per i lavoratori e per tutto il movimento sindacale.
Se pur nella complessità degli argomenti calati sul tavolo, riteniamo un errore, rinunciare al
confronto, ed accontentarsi di un insignificante “non sono d’accordo” o un appagante “è colpa
dell’azienda”!
Siamo rispettosi della democrazia, della rappresentatività e della composizione del coordinamento
nazionale, ma nella autonomia politica dell’Organizzazione, nessuno può vietarci di chiedere un
incontro alla Direzione TIM per fornire alcune considerazioni sul Regolamento Aziendale che
possano indurre ad una ulteriore riflessione al fine di evitare ricadute negative sui lavoratori a
partire dalla busta paga di Marzo 2017.
Roma, 8 Febbraio 2017
Il Segretario Generale
Vito Vitale