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20 Giugno 2017 Tim - Sullo sviluppo della rete in fibra l’italia non può procedere a tentoni

Le recenti dichiarazioni del Sottosegretario alle Comunicazioni e del Ministro della coesione territoriale e del mezzogiorno sono inaccettabili in un Paese democratico dove la libertà d’impresa e il libero mercato sono un punto fermo della nostra economia.

I piani di impresa in un mercato dinamico come quello delle Telecomunicazioni si modificano e si aggiornano semestre per semestre e si indirizzano di giorno in giorno secondo le prospettive del mercato, delle richieste dei clienti e delle offerte commerciali per soddisfarle.

Un’Azienda privata come TIM, che investe risorse proprie e da 20 anni paga un prezzo altissimo per l’incapacità e i condizionamenti della politica a seguito della privatizzazione e liberalizzazione, non può continuare ad avere il Governo come soggetto ostile nelle politiche di sviluppo.

Il Sottosegretario alle Comunicazioni e il Ministro per il Mezzogiorno, probabilmente sono nostalgici delle politiche di pianificazione ventennale, che oggettivamente, contrastano, con la libertà di mercato e rischiano di avere come conseguenza ricadute occupazionali pesantissime per i lavoratori di TIM e per quelli degli appalti industriali..

Le politiche approssimative ed affrettate del Governo sullo sviluppo della fibra dichiara Vito Vitale segretario Generale della FISTEL – Cisl, rischiano di compromettere anche la qualità della rete; troppe sono le aziende appaltatrici improvvisate, senza esperienze di ingegneria di rete, con costo del lavoro al di sotto dei minimi contrattuali e con rischi sulla salute e sicurezza del lavoro. Tutto ciò provoca un danno enorme alle maggiori imprese di rete che hanno fatto investimenti in formazione, in apparecchiature e tecnologie per consentire lo sviluppo delle infrastrutture e rispondere alle esigenze di innovazione e digitalizzazione del Paese.

La FISTel – Cisl nel condannare questa miopia politica dagli evidenti risvolti incomprensibili, che sfuggono alla visione del Sindacato ed a quella dell’opinione pubblica, evidenzia che la strada intrapresa in queste ultime ore dalle posizioni del Governo è dannosa per rendere l’Italia un Paese moderno, digitale e innovativo, nonché attrattivo per gli investimenti stranieri.

Nelle prossime ore la FISTel – Cisl insieme alla propria Confederazione chiederà chiarimenti al Governo sulle dichiarazioni di autorevoli esponenti che rischiano di generare confusione, rallentamento degli investimenti, danni ad aziende quotate e l’allontanamento degli obiettivi dell’agenda digitale.

Il Segretario Generale

Vito Vitale

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