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17 Luglio 2026 Tiscali - Tavolo canarbino

Il giorno 16 luglio 2026 presso il Mimit, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Regioni Sardegna, Puglia, Lazio si è svolto un nuovo incontro con l’azienda Tiscali e la Dirigenza del Gruppo Canarbino, alla presenza delle Segreterie Nazionali, Territoriali e le Rsu/Rsa di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILFPC UIL.
In avvio di riunione l'attuale Management di Tiscali ha confermato, dopo il 26 maggio, che l’affitto del ramo “Dipartimento Funzioni per le Comunicazioni” verso Smeraldo Spa prosegue il suo iter nell’ambito del Codice della Crisi, così come sul versante dei creditori. Lo Stesso Tribunale di Cagliari ha autorizzato la proroga delle misure protettive e della cessione del dipartimento B2B di Go Internet (circa 70 persone) verso il gruppo DHH, mettendo in sicurezza tale perimetro.
Rimane però un altro ramo d’azienda in gara (il perimetro HVB incluso il datacenter), su cui si auspica una soluzione positiva, con forte attenzione ai 47 lavoratori interessati (43 a Cagliari, 4 in Puglia).
Come OO.SS. abbiamo chiesto risposte concrete e un piano dettagliato sia a livello nazionale che rispetto alle possibili iniziative che le regioni interessate possono mettere in campo.
L’incontro è proseguito con una presentazione generale da parte del Management di Canarbino, oggi presente al Mimit:
- Il gruppo Canarbino (controlla Smeraldo) opera integrato nella filiera gas/energia: 1.300 professionisti, ~1,5 milioni di clienti, ~25 milioni di utile annuo, 80 sedi; Smeraldo è il veicolo per l’operazione su Tiscali/Linkem.
- Punto di partenza economico: perdita prospettica (EBIT) di ~17 milioni, con EBITDA/EBIT “tra -15 e -20”; parte delle perdite attribuite a inefficienze e costi una tantum (affitto del ramo).
L’obiettivo primario sarà quindi quello di riportare la società all’equilibrio economico e finanziario entro 12–18 mesi (target di pareggio in 18–24 mesi), rilanciando il posizionamento tecnologico, la rete e la convergenza energia/telecomunicazioni.
La stessa azienda ha richiesto un accompagnamento istituzionale (Ministero) per le relazioni, la riorganizzazione, gli investimenti di rete e i tavoli tecnici e ha riconosciuto una collaborazione attiva con la Regione Sardegna e la disponibilità della Regione Puglia a supportare con incentivi (oltre 50% a fondo perduto per innovazione; co-finanziamento al 50% per formazione; ipotesi di patto di transizione occupazionale per i 47).
Per quanto riguarda invece il Piano di rilancio è stato descritto in una serie di punti partendo dal riconciliare contratti e funzioni, riorganizzare le attività e integrare le capacità finanziarie, organizzative con la rete commerciale del gruppo attraverso interventi di razionalizzazione delle reti e dei sistemi gestionali (IT e network) per contenere i costi. Inoltre è stata evidenziata la necessità di riattivazione dei cosiddetti canali di vendita “dormienti”, oltre al potenziamento commerciale e delle sinergie operative. Ritengono quindi indispensabile ottenere una riduzione del churn con il miglioramento della qualità dei servizi e dell’assistenza.
Saranno anche previsti investimenti mirati per rafforzare infrastruttura e generare valore a medio termine, oltre ad economie di scala su costi generali e lo sviluppo del cross-selling su oltre il 1,5 milioni di punti di fornitura.
Rispetto a possibili confronti con il Sindacato l’azienda ritiene di dover rivedere alcune tematiche tra cui l’attuale impianto sullo smart working, la produttività e l’outsourcing, oltre ad un focus specifico sulle risorse umane passando da un attento monitoraggio della produttività, sulla formazione e sulla valorizzazione competenze nelle sedi non metropolitane.
Le Segreterie Nazionali SLC, FISTEL, UILFPC hanno chiesto un confronto maturo e trasparente sia per i 555 lavoratori oggetto del ramo che per i 47 ancora senza prospettive, per i quali bisogna trovare al più presto soluzioni concrete e stabili, considerando che anche il gruppo Canarbino possa risolvere definitivamente il problema.
Così come sulla tematica delle sedi, le OO.SS. hanno confermato il mantenimento di tutte e 4 le attuali sedi (Cagliari, Roma, Bari, Taranto).
Nel merito, alcune risposte le abbiamo fin da subito rimarcate, a cominciare dal tema smart working: l’attuale impianto è infatti nella media del settore e lo stesso strumento è indispensabile proprio per evitare trasferimenti collettivi e per garantire una corretta conciliazione vita/lavoro.
Sulla produttività occorrono confronti in coerenza con le necessità aziendali, ma anche nel rispetto delle normative vigenti soprattutto a livello contrattuale.
Abbiamo ribadito inoltre la nostra preoccupazione su possibili piani di outsourcing e, con forza, il mantenimento della sede di Taranto anche per evitare possibili ricorsi alle vie legali. Su tale proposito intervenuta anche la regione Puglia proponendo tavoli tecnici di confronto a livello regionale non escludendo il ricorso a sostegni atti proprio ad evitare il trasferimento collettivo delle persone.
Le Segreterie Nazionali, sostenute anche da interventi di merito delle Segreterie Territoriali hanno quindi chiesto un aggiornamento del tavolo con il coinvolgimento delle istituzioni nazionali e regionali.
L’incontro si è quindi concluso con la disponibilità del MiMit, intenzionato a seguire da vicino la vicenda, a facilitare gli incontri e supportare gli stati d’avanzamento del ramo ceduto e il dossier dei 47 lavoratori con il coinvolgimento delle Regioni (Sardegna, Puglia, Lazio).
Il tavolo è stato aggiornato al prossimo 8 settembre a Roma.
Roma, 17 luglio 2026
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL CISL UILFPC UIL

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