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22 Marzo 2013 Vodafone - Riorganizzazione aziendale

Si è svolto, nella giornata del 21 marzo u.s., l’incontro con i vertici di Vodafone in merito alla

riorganizzazione aziendale che prevede 700 esuberi e una riduzione del costo del lavoro di 80

milioni. Riorganizzazione resasi necessaria a causa della crisi economica e dalla selvaggia

concorrenza presente nel settore, che hanno determinato una forte contrazione del fatturato

con la previsione di altre riduzioni per l’anno in corso.

Il confronto è ripreso dal verbale di rinvio, sottoscritto in data 14 marzo 2013, che ha impegnato

l’azienda a trovare soluzioni condivise che evitino i licenziamenti.

Vodafone ha formalizzato una serie di proposte che prevedono il ricorso alla mobilità volontaria,

il trasferimento territoriale del personale e la cessione di 2 rami aziendali, inerenti alle attività

delle frodi e quelle del facility management, per un totale di circa 60 unità. Soluzioni che negano

la volontà di cercare soluzioni non traumatiche.

Inoltre, sono stati proposti una serie d’interventi sul costo del lavoro che contemplano il

dimezzamento della base inerente al premio di risultato, un piano di gestione per lo smaltimento

delle ferie e dei Rol, la smonetizzazione delle festività coincidenti con i giorni festivi, il ripristino

delle maggiorazioni contrattuali per gli istituti come straordinario ecc, l’applicazione del ccnl per

quanto riguarda gli scatti di anzianità, la riduzione del 30% della reperibilità, l’assorbimento dei

superminimi per quota parte degli aumenti contrattuali, l’utilizzo delle pause per videoterminali

per scopi formativi e la riduzione volontaria, all’interno dei customer, dell’orario di lavoro da 8 a

4 ore.

Le Segreterie Nazionali, unitamente al Coordinamento delle RSU, hanno manifestato una decisa

contrarietà alle proposte avanzate dall’azienda. In particolare hanno sottolineato che

trasferimenti e cessioni di ramo rappresentano soluzioni traumatiche inaccettabili e che il

sindacato non potrà mai condividere.

Inoltre, è stato evidenziato come l’insieme delle proposte non consegua l’obiettivo, condiviso, di

progettare un rilancio dell’impresa in cui il personale possa riconoscersi, ma rappresentano solo

tagli lineari che produrrebbero l’effetto di demotivare fortemente il personale. Condizione che

condannerebbe l’azienda ad avvitarsi su se stessa in un lungo declino, come, peraltro,

evidenziato dallo stesso Amministratore Delegato durante l’illustrazione del progetto aziendale.

Il Coordinamento unitario, riunitosi in data 22 marzo, ha analizzato l’insieme delle proposte

aziendali e ha fatto una valutazione complessiva sullo stato della vertenza.

L’analisi ha fatto emergere con forza come l’insieme delle proposte aziendali vada rigettato

perché non adeguato all’obbiettivo e fortemente sbilanciato su tagli nei confronti del personale

più debole. In particolare il Coordinamento respinge la possibilità di praticare trasferimenti

territoriali e cessioni di ramo d’azienda. Inoltre, sulle richieste di riduzione del costo del lavoro,

ha evidenziato come ci sia uno squilibrio inaccettabile.

Oltre a ciò, il Coordinamento ha sottolineato la mancanza, nella proposta aziendale, di una

garanzia sul perimetro aziendale e sulla tutela dell’occupazione per un periodo adeguato a

traguardare la crisi economica in corso.

Il Coordinamento ha proposto di riprendere la trattativa sulla base di proposte alternative che

consentano di perseguire i risultati attesi in un’ottica di equità e solidarietà, per un rilancio vero

dell’azienda che guardi alla qualità e all’efficienza.

In particolare il Coordinamento ha deciso che l’accordo dovrà definirsi sulla base delle seguenti

linee:

· Analisi puntuale degli esuberi denunciati dall’azienda e verifica sul futuro delle attività

impattate dalle procedure (vedi formazione);

· Utilizzo della mobilità volontaria accompagnata da un sistema d’incentivazioni aziendali,

definito tra le parti, da estendere a tutto il perimetro aziendale;

· Accoglimento delle domande di riduzione dell’orario da Tempo Pieno a Tempo Parziale

avanzato da parte di tutto il personale;

· Riconversione professionale di tutto il personale che dovesse essere in esubero garantendo

le attuali sedi di lavoro. Tale processo dovrà essere accompagnato da internalizzazioni di

attività oggi gestite all’esterno che dovranno essere dettagliate nella quantità e nella

tipologia (appalti e consulenti)

· Individuazione dei volumi di attività delle attività di customer gestiti internamente,

esternamente e delocalizzati con la previsione, al fine di garantire una miglior qualità del

servizio e una riduzione dei costi determinato dalle recall di reclamo di clienti gestiti

dall’estero, di riportare le attività in Italia;

· Definizione di un periodo temporale adeguato in cui l’azienda s’impegna a garantire

l’attuale perimetro di attività e gli attuali livelli occupazionali;

· Superamento dei sistemi retributivi individuali Grand Prix e del Performance Dialoque;

· Condivisione di una razionalizzazione e del contenimento della spesa per gli Stip;

· Informativa aziendale sugli interventi di contenimento dei costi posti a carico dei manager;

· Interventi di contenimento sui costi che garantiscano equità evitando eccessivi sacrifici nei

confronti del personale a più basso reddito.

Oltre a questo è evidente che sarà necessario garantire una partecipazione continua del

sindacato alla fase di riorganizzazione attraverso il monitoraggio e la verifica sulla completa

applicazione dell’intesa raggiunta.

Le Segreterie Nazionali, congiuntamente al Coordinamento, ritengono indispensabile, alla ripresa

del confronto, avviare una discussione che ricerchi un’intesa a partire da questi temi

preannunciando che, laddove non vi fosse disponibilità aziendale, al termine del prossimo

incontro diventerà ineluttabile aprire le procedure di raffreddamento e alzare il livello di scontro

con l’azienda per modificare un’impostazione sbagliata e dannosa per il futuro aziendale.

I lavoratori e le loro rappresentanze ritengono indispensabile procedere a un riposizionamento

dell’azienda che consenta di rilanciarla, superando anche gli errori commessi dagli attuali vertici,

permettendole di attraversare il difficile momento economico attraversato dal settore e dal

Paese garantendo gli attuali livelli occupazionali e l’attuale perimetro di attività gestito.

Nel frattempo vanno garantite assemblee dei lavoratori per tenerli costantemente informati

sullo stato della vertenza e predisporli a eventuali iniziative di lotta.

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

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