


Mercoledì 21 Ottobre il Coordinamento Nazionale RSU FISTel CISL, la Segreteria Nazionale ed il Segretario Generale si sono incontrati per fare la fotografia dell' attuale contesto delle TLC e del posizionamento di Vodafone.
Il settore delle TLC è in crisi per le continue riduzioni dei ricavi da voce e per quelli presumibili da dati, grazie alla spietata guerra dei prezzi con offerte flat al limite dei margini di guadagni.
In questo contesto la possibile fusione tra WIND ed H3G dovrebbe portare maggior respiro e stabilità dei prezzi che negli ultimi anni hanno visto una forte contrazione sia per la marginalità che della qualità offerta dagli Operatori. Politica "scellerata" dei prezzi ai quali WIND ed H3G hanno contribuito in modo pesante coinvolgendo le stesse Vodafone e TIM.
Inoltre negli ultimi anni ci sono stati scarsi investimenti nella banda larga e solo negli ultimi mesi il Governo sembra aver dato una scossa per accellerare la copertura sul territorio Italiano, anche per le aree a fallimento di mercato.
Le difficoltà di riposizionamento nel mercato, la staticità del contesto economico, causano attenzioni e ricadute anche nell’organizzazione del lavoro, si aprono fasi nuove che potrebbero sfociare in riorganizzazioni impattanti per i lavoratori. Il silenzio di Vodafone di questi mesi e la riluttanza ad un tavolo sindacale con particolare attenzione al mondo del call center, certo non induce ai migliori auspici.
Vodafone Italia si confronta con competitors che negli ultimi anni hanno avuto una inversione di tendenza nella loro politica industriale, scegliendo di rafforzare e mantenere il proprio lavoro all' interno del perimetro aziendale ( leggi caring di Telecom, rete di WIND, insourcing di attività cc in H3G ), mentre questa azienda ha scelto sempre più la via di esternalizzazione di attività del cc, rete e di staff verso le OPco di Bulgaria, Romania, Albania, Ungheria ed India, impoverendo la professionalità dei colleghi Italiani.
E non fanno ben sperare i ricordi di passate esternalizzazioni come il CC nel 2007, l’ICT nel 2010 e la rete manutentiva nel 2011, oppure il recente accordo di mobilità del 2013. I rumors di nuove azioni impattanti sul mondo del lavoro si fanno sempre più forti e con l’avvicinarsi della fine dell’accordo sulla mobilità alla fine di Aprile 2016 si creano stati di ansia tra i lavoratori.
Vodafone deve investire e potenziare quelle attività strategiche come il call center che servono a fidelizzare il cliente con la qualità che solo il cliente interno (dipendente Vodafone) sa offrire. Deve dare risposte di continuità su progetti di rete come Spring che vedono il loro naturale termine nel 2016, di fatto deve accelerare i tempi per presentare il piano industriale e convocare un tavolo al più presto per rendere consapevole i lavoratori su quale è l'orizzonte di questa azienda.
Vodafone deve sapere che qualsiasi politica industriale che non preveda il rafforzamento ed il consolidamento delle attività interne ci vedrà pronti a tutte le azioni sindacali di contrasto a politiche industriali che impoveriscono il lavoro interno.
Per ultimo una riflessione sul contesto Sindacale;
Il negativo consenso sociale nel paese, un Governo che negli ultimi anni ha stravolto lo statuto dei lavoratori superando l’art. 18 e l’art.4 sul controllo a distanza, dimostra che non esistono più i "feticci" per fare battaglie di bandiera ma urge la necessità di rappresentare i lavoratori solo nel merito delle questioni per migliorare le condizioni di lavoro e salariali.
Vodafone dimostra tutta la sua volontà di orientarsi nella stessa politica del governo ed in pieno stile Anglosassone vorrebbe relegare le Relazioni Industriali in un angolo, a noi il compito di portare immediatamente su un tavolo Sindacale questa azienda per l’illustrazione del Piano Industriale alla presenza dell’intero Coordinamento RSU Nazionale.
Roma 21-10-2015
.La Segreteria Nazionale
FISTeL- CISL
Vodafone - Situazione aziendale Telecomunicazioni > Operatori TLC