


I giorni 18 e 19 gennaio 2016 si è svolto l’incontro tra la Wind telecomunicazioni e le Segreterie Nazionali, Territoriali e le RSU di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL.
L’Azienda ha illustrato l’andamento societario, anche alla luce della situazione complessiva di settore e delle specificità di Wind. La saturazione del mercato delle TLC e l’ingente debito aziendale obbligano a continuare in un programma di forte attenzione e di razionalizzazione dei costi, non escludendo il costo del lavoro.
Il piano di riconversione stabilito con il precedente accordo di solidarietà ha portato alla realizzazione di un programma di riprofessionalizzazioni e riqualificazioni che ha visto una iniziale forte focalizzazione sul mondo dei customer aziendali.
Ad oggi 200 FTE su Ivrea, 250 su Palermo e 100 a Pozzuoli hanno cambiato attività approdando al mondo dell’IT ed al mondo network. Un processo che, grazie anche alle triangolazioni con altri reparti, ha messo in moto un meccanismo di remix professionale cha ha coinvolto circa 800 lavoratori.
Per raggiungere questi risultati sono stati messi in campo progetti formativi molto ampi che hanno portato in aula quasi 700 persone.
Complessivamente l’azienda ritiene di poter dichiarare che il percorso di riconversione è stato completato per circa i due terzi del piano iniziale, dichiarando che, nel frattempo, a causa degli effetti congiunti della saturazione del mercato TLC e dell’incidenza dei cambiamenti tecnologici e di nuovi modelli di business ci sarebbero ancora 500 persone da riconvertire attraverso ulteriori piani di internalizzazione supportati dall’utilizzo ulteriore dei contratti di solidarietà e con interventi sull’organizzazione del lavoro che prevederebbero il ricorso al telelavoro ed allo smart working.
Le OO.SS hanno dal canto loro ribadito l’adesione al percorso ed al metodo che ha caratterizzato il precedente accordo. Il ricorso all’ammortizzatore sociale può essere accettato solo ed esclusivamente se rappresenta uno degli strumenti attraverso il quale si consegue l’obiettivo primario di adattare le professionalità ad un contesto in continua evoluzione favorendo il rientro costante delle attività che via via diventano a maggiore redditività e di maggior pregio sul piano delle professionalità, oltre al ribadire la finalità fondamentale che porti all’azzeramento dell’esubero dichiarato dall’azienda stessa.
Wind, come molte altre realtà del settore, continua ad avere una forte quota di attività svolte al di fuori del proprio perimetro occupazionale. Questo deve diventare sempre più un bacino dal quale attingere affinché nessuna professionalità presente in azienda corra il rischio di diventare obsoleta o, peggio ancora, ridondante.
In questa ottica nell’eventuale rinnovo di accordo per un ulteriore ciclo di contratti di solidarietà non si potrà divergere da questo metodo e, soprattutto, non si potrà prescindere dal lavoro svolto fino ad ora.
Ne consegue che non possa essere in alcun modo condivisa la richiesta aziendale di una percentuale di solidarietà che rispecchi ulteriori 500 esuberi che si sono generati - a detta dell’azienda - per circa 180 dal completamento del piano in essere ed i restanti in tutte le funzioni aziendali a causa del cambio del modello organizzativo che ha previsto composizioni e scomposizioni di processi lavorativi. L’azienda, se vuole condividere un accordo deve garantire la certezza di nuovi piani di internalizzazione coerenti con il mantenimento delle professionalità dei lavoratori e indicare una chiara programmazione dei tempi di realizzazione che porti all’assorbimento di tutti gli esuberi.
Tale considerazione viene ulteriormente avvalorata anche in una futura prospettiva di possibili novità proprietarie che induce inevitabilmente a terminare il processo di riconversione stabilito con lo stesso accordo.
La Delegazione Sindacale ha infine evidenziato che la riforma degli ammortizzatori sociali penalizza ulteriormente i lavoratori dal punto di vista economico, per cui è necessario ridurre significativamente la percentuale di solidarietà utilizzando tutti gli strumenti necessari e trovare forme di compensazione che riducano il disagio economico.
Il confronto è stato quindi aggiornato al 1 e 2 febbraio 2016.
Nel frattempo le strutture territoriali e le RSU attiveranno percorsi assembleari per aggiornare i lavoratori sullo stato della trattativa.
Roma, 22 gennaio 2016.
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL