


Nel pomeriggio di giovedì 8 ottobre si è svolto, presso la sede aziendale di Altavilla Vicentina, l'incontro tra la Direzione Generale di Burgo per fare il punto sulle prospettive produttive e occupazionali degli stabilimenti veneti, alla luce delle fermate produttive che stanno interessando diversi siti del Gruppo. Dal confronto è emerso un quadro che continua a destare forte preoccupazione. L'azienda ha evidenziato una significativa riduzione degli ordini, soprattutto nel comparto delle carte grafiche, e difficoltà nel mantenere adeguati livelli di marginalità produttiva. Una situazione che non riguarda esclusivamente Burgo Group, ma coinvolge l'intero settore cartario nazionale, alle prese con la contrazione del mercato e con costi energetici che continuano a pesare sulla competitività delle imprese. Nel corso dell'incontro, la Direzione aziendale ha dichiarato che, allo stato attuale, non sono previsti piani di chiusura degli stabilimenti veneti né procedure di riduzione del personale. È stato tuttavia confermato il blocco delle sostituzioni del personale in uscita e la necessità di continuare a gestire questa fase attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e le riorganizzazioni produttive. Come FISTel CISL Veneto abbiamo espresso la nostra preoccupazione per la progressiva perdita di professionalità che deriva dalle dimissioni e dalle uscite non sostituite. La riduzione delle competenze presenti negli stabilimenti rappresenta un rischio concreto per il futuro produttivo del Gruppo, perché l'esperienza e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori costituiscono un patrimonio fondamentale, costruito nel tempo e difficilmente recuperabile. Per questo riteniamo che la tutela dell'occupazione debba necessariamente accompagnarsi alla salvaguardia delle competenze e alla capacità di garantire un adeguato ricambio generazionale. Abbiamo inoltre ribadito che non è sufficiente limitarsi alla gestione delle difficoltà contingenti. È necessario che l'azienda chiarisca quali siano le prospettive industriali dei singoli stabilimenti, quali investimenti intenda mettere in campo e su quali produzioni strategiche voglia puntare per garantire continuità e occupazione nel medio e lungo periodo. Le lavoratrici e i lavoratori hanno bisogno di prospettive certe e di un progetto industriale credibile, non soltanto di rassicurazioni legate alla situazione attuale. Durante il confronto è emersa anche la necessità di un intervento istituzionale più incisivo a sostegno delle imprese energivore, particolarmente penalizzate dall'aumento dei costi energetici e dalla contrazione del mercato. Come Organizzazione Sindacale riteniamo indispensabile promuovere iniziative per sostenere il settore cartario e manifatturiero, salvaguardando il sistema produttivo e i livelli occupazionali. Per quanto riguarda i singoli stabilimenti, l'azienda ha comunicato che a novembre è previsto l'arrivo di un'importante commessa di carta accoppiata con colla nera destinata allo stabilimento di Lugo di Vicenza. L'incremento dei volumi produttivi dovrebbe determinare maggiori carichi di lavoro e comportare la riallocazione di alcune produzioni ETY WINE presso lo stabilimento di Chiampo, dove è già stata avviata la produzione di carta colorata per uso alimentare. Si tratta di elementi che possono rappresentare un segnale positivo, ma che dovranno essere verificati nel concreto, valutando attentamente gli effetti sull'organizzazione del lavoro, sui carichi produttivi e sulle prospettive occupazionali dei due siti. Più complessa appare la situazione dello stabilimento di Sarego, dove il rallentamento degli ordini sta determinando difficoltà produttive e la necessità di rivedere l'organizzazione del lavoro. L'azienda ha riferito che sono in corso valutazioni per individuare produzioni alternative in grado di compensare la contrazione delle attività. In questo contesto sono già state effettuate alcune prove per una nuova tipologia di carta destinata alla realizzazione di poster. Sarà importante capire se queste iniziative potranno tradursi in opportunità concrete per il sito, contribuendo a garantire continuità produttiva e stabilità occupazionale. Per gli stabilimenti di Mignagola e Villorba, invece, il quadro risulta al momento meno critico rispetto ad altri siti del Gruppo. L'impatto della crisi appare più contenuto e la Direzione aziendale ha manifestato maggiore fiducia sulla tenuta dei volumi produttivi e sulle prospettive occupazionali. Anche in questo caso, tuttavia, sarà necessario continuare a monitorare l'andamento del mercato e delle produzioni, affinché le attuali condizioni possano essere mantenute nel tempo. Come FISTel CISL Veneto continueremo a seguire con attenzione l'evoluzione della situazione in tutti gli stabilimenti, chiedendo all'azienda un confronto costante e tempestivo sull'andamento degli ordini, sulle fermate produttive, sulle strategie industriali e sulle eventuali ricadute sull'occupazione e sulle condizioni di lavoro. Riteniamo fondamentale che ogni scelta venga affrontata con trasparenza e attraverso un confronto preventivo con le Organizzazioni Sindacali, evitando che le difficoltà del mercato si traducano in un progressivo indebolimento dei siti produttivi e delle professionalità presenti. La nostra priorità resta la salvaguardia di tutti gli stabilimenti veneti, la tutela dei posti di lavoro e la valorizzazione delle competenze delle lavoratrici e dei lavoratori. Allo stesso tempo, continueremo a chiedere maggiore chiarezza sulle prospettive industriali, sugli investimenti e sulle produzioni che l'azienda intende sviluppare, sollecitando anche le istituzioni a intervenire concretamente a sostegno di un settore strategico per il territorio. Le rassicurazioni ricevute sull'assenza, allo stato attuale, di piani di chiusura e procedure di riduzione del personale rappresentano un elemento importante, ma non sono sufficienti a superare le preoccupazioni legate al quadro complessivo. La situazione richiede attenzione, responsabilità e soprattutto scelte capaci di guardare oltre l'emergenza. Per FISTel CISL Veneto, il futuro degli stabilimenti Burgo deve essere affrontato attraverso un progetto industriale concreto, investimenti adeguati e garanzie per l'occupazione. Continueremo quindi a mantenere alta l'attenzione, a sollecitare risposte chiare da parte dell'azienda e a informare costantemente le lavoratrici e i lavoratori sugli sviluppi futuri.