


Con la presente le Segreterie provinciali di Vicenza Fistel CISL e SLC CGIL intendono fare chiarezza sui fatti che hanno condotto all’agitazione delle maestranze nello stabilimento di Rosà.
In data 6 marzo 2018 le parti, unitamente a Confindustria Vicenza, hanno sottoscritto un accordo sindacale, accordo che era stato modificato rispetto alla stesura inizialmente firmata perché il primo accordo registrava un errore nel grafico dell’allegato in quanto anziché 1.300 euro di premio massimo sul volume spedito, riportava 1.500 euro.
La Fistel Cisl infatti, aveva avvisato dell’errore l’azienda, anche se era di maggior favore per i lavoratori ed aveva anche evidenziato della dimenticanza nel grafico dei valori del premio minimo garantito.
La direzione aveva quindi corretto il grafico e il testo condividendo i contenuti, testo che poi è stato firmato appunto il 6 marzo e debitamente depositato presso gli organi competenti.
Il 16 maggio la direzione consegnava alla RSU il calcolo e l’ammontare del premio di risultato. Le OO.SS. si accorgevano che non era stato applicato correttamente il calcolo della progressività del premio sul parametro del volume spedito, riscontrando che, anziché essere calcolato come dall’allegato sottoscritto e quindi dal valore minimo fissato di 550 euro, l’azienda lo aveva calcolato partendo da zero.
Inoltravamo quindi una mail richiedendo un incontro alla direzione e proponendo la data del 24 maggio, alla quale mail la direzione rispondeva chiedendo di comunicare altre date perché quel giorno era impossibilitata.
Le segreterie in data 22 maggio rispondevano con un altra mail proponendo il 28 o il 29 maggio come date utili all’incontro.
Lo stesso giorno l’azienda scriveva alle OO.SS. che era indisponibile a chiarimenti sul premio e quindi ad incontrare il sindacato.
Nei giorni successivi le OO.SS. reinviavano ancora una richiesta di incontro per conoscenza a Confindustria e l’incontro ci venne finalmente dato il 4 giugno in azienda.
In quella sede non era presente Confindustria e l’azienda manteneva la propria interpretazione sui calcoli e confermava il raggiungimento di quattro macchine su 6 del parametro Target velocità media.
A quel punto le OO.SS. chiedevano la presenza di Confindustria per la interpretazione del testo e si rinviava il tavolo alla data del 19 giugno.
Nel frattempo teniamo a precisare che il sindacato non aveva convocato ancora nessuna assemblea informativa di ciò che stava accadendo, con la speranza di trovare una soluzione allo spiacevole equivoco.
In data 19 giugno si teneva l’incontro in azienda alla presenza di Confindustria che non confutava la tesi sindacale. La direzione a quel punto proponeva di accettare il nostro calcolo ma di abbassare il numero delle macchine che raggiungevano il Target della velocità media. Di fatto il premio si alzava da una parte ma si abbassava dall’altra.
Solo allora le OO.SS. convocavano l’assemblea dei lavoratori per il 28 giugno nella quale le maestranze davano mandato al sindacato di proclamare il blocco dello straordinario e un’ora di sciopero dal 2 luglio.
Lo stesso giorno veniva revocato lo sciopero da parte sindacale per una immediata convocazione in sede di Confindustria Vicenza per il 5 luglio.
In quella sede la direzione si esprimeva con la disponibilità a trovare un accordo riconoscendo ai lavoratori i soldi che mancavano nel calcolo anche se non sotto forma di Premio di risultato, dato che era nel frattempo già stato erogato.
Le parti si sarebbero dovute reincontrare alla fine di agosto per definire i contenuti.
Ad agosto e settembre non ci è stato dato l’incontro.
Incontro che avveniva il giorno 11 ottobre, durante il quale la direzione esprimeva una disponibilità economica inferiore rispetto ai calcoli e annunciava che avrebbe chiesto qualcosa in cambio…. Avrebbe chiesto, cosa che abbiamo saputo in seguito, una sessione di 5S e di pulizia straordinaria dello stabilimento per tutte le mestranze produttive il sabato pomeriggio.
Giungiamo alle conclusioni:
Le OO.SS hanno chiesto e chiedono la erogazione di ciò che spetta in base ad un accordo firmato, niente di più.
Potevamo anche arrivare ad una mediazione visto che eravamo dell’avviso che la direzione non fosse in cattiva fede. Purtroppo le proposte che sono state fatte al tavolo, i tempi e i modi in cui si sono svolti i fatti, ci fanno oggi pensare che la direzione non aveva intenzione di trovare l’accordo e non ha voluto valorizzare l’estrema pazienza, disponibilità e comprensione che le maestranze hanno avuto in questi mesi.
Non avremmo mai pensato di arrivare a tanta ottusità aziendale. Per fortuna non capita quasi mai nei nostri tavoli di relazioni sindacali, altrimenti non avremmo fior fior di accordi positivi per i lavoratori e per le aziende nella nostra provincia.
Solitamente, quando ci si trova discordanti, si cerca di fare di tutto per trovare un accordo. Noi ci abbiamo provato da maggio di quest’anno, chiedendo incontri su incontri e attendendo che ci fosse ragionevolezza. Ma questa è mancata.
Ovviamente non ci sarà la mobilitazione ad oltranza. Però i lavoratori di DS SMITH di Rosà hanno voluto segnare la poca attenzione e la poca sensibilità della direzione, la mancanza di attestazione di stima e di gratitudine per l’impegno che essi hanno profuso soprattutto negli ultimi anni.
Alla fine chi perde, non saranno i lavoratori che hanno rinunciato a cento euro netti, che comunque spettavano a loro. Noi crediamo che in tutta questa triste vicenda abbia perso realmente l’azienda perché ha perso l’occasione di fare un passo in avanti e di dimostrare che l’orgoglio e le prese di posizione per principio preso, non servono a niente.
Rosà, 16 novembre 2018 Le OO.SS. di Vicenza
Ds Smith Packaging Italia - Lettera aperta alla direzione generale Informazione > Carta, Editoria e Stampa