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13 Maggio 2022 Rai - Job posting uno strumento magico

Lo strumento dei job posting, più volte rivelatosi inefficace nel reperire risorse interne qualificate e
nel muovere il personale alla ricerca di una nuova posizione, tocca un nuovo punto basso.
È online in questi giorni un singolare bando di reclutamento interno che cerca due programmisti
che siano laureati in materie scientifiche, con dottorato in meteorologia e sappiano fare
simulazioni numeriche previsionali.
Forse la direzione richiedente pensa di essere parte del Cnr e non della Rai, visto che profili così
altamente specializzati in una materia molto lontana dal broadcasting non saranno mai reperibili in
quest’azienda. Appare lodevole il tentativo della funzione del meteo di cercare risorse interne,
considerando che attualmente dispone solo di una dozzina di collaboratori esterni, ma figure come
quella cercata possono essere forse disponibili nei centri di ricerca, in Aeronautica militare, in
qualche centro meteorologico televisivo della concorrenza, ma non certo in Rai.
Questo bando appare come l’ultimo, davvero goffo, tentativo di mandare deserto un job posting,
per rivolgersi al mercato ed assumere l’ennesimo esterno, per poi capire con quale profilo
professionale. Peraltro, tale modo di procedere non è nuovo nella stessa direzione.
Considerando che Rai ha una convenzione onerosa con Aeronautica militare con cui paga previsori
e dati, a che scopo assumere altre due risorse esterne? Non è bastata la denuncia apparsa in
servizi televisivi della concorrenza sullo spreco del denaro impiegato negli studi del meteo?
Milioni di euro spesi per ritrovarsi a produrre solo piccole clip per i social, peraltro in palese
violazione delle stesse policies aziendali.
Del resto, il capitolo Job Posting potrebbe condirsi ulteriormente di casistiche al limite del
comprensibile, come nel caso degli speaker, che molto spesso sono utilizzati per dar “voce al
METEO”, unica figura per la quale non sono state messe in moto le medesime accortezze utilizzate
per altre figure, con la contrattualizzazione di personale esterno o la messa in moto di selezioni.
Si potrebbe discutere sulle responsabilità di alcune strutture nel non concedere il permesso di
partecipare al JP, ma il dato che conta è che in mancanza di un’azione determinata a favore di
questa figura, nel volgere di pochi anni il problema potrebbe non esistere più.
Infine, un ultima puntualizzazione. Alle difficoltà oggettive che si riscontrano nell’ottenere il
permesso di partecipare al JP, si affiancano quelle legate ai criteri di accesso allo stesso.
Per i lavoratori del contratto da noi rappresentato, è conditio sine qua non l’essere in possesso di
tutti i requisiti richiesti, non ultimo quello della coerenza di livello con quello previsto nel bando
per la mansione che si andrà a svolgere, (il passaggio può essere solo che orizzontale, se il ruolo è
da Funzionario nessun primo livello potrà mai partecipare,) condizionalità che - a quanto ci risulta -
non si applicherebbe per i colleghi giornalisti i quali, giustamente, qualora fossero in possesso di
tutti i titoli, potrebbero candidarsi e, laddove ritenuti idonei, ottenere allora il livello superiore
previsto nel JP (quindi un passaggio verticale, ad esempio da caposervizio a vice caporedattore).
Non male.
Le scriventi chiedono con forza che l’Azienda smetta di utilizzare lo strumento del job-posting
come escamotage per assumere esterni, o far crescere il personale giornalistico, ma valorizzi le
risorse interne editoriali, amministrative e di produzione, nel meteo come in qualunque altro
settore.
Roma, 13 maggio 2022
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL FNC-UGL SNATER LIBERSIND-CONFSAL

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