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03 Giugno 2022 Rai - Missione e risorse quale visione aziendale?

La RAI è entrata in una fase molto critica che potrebbe segnare per sempre le sorti del Servizio Pubblico Radiotelevisivo. Le questioni
nodali all'ordine del giorno, fra le tante, sono il rinnovo del contratto di servizio con il MISE e la riformulazione del canone RAI, quindi
- in un solo colpo - MISSIONE e RISORSE del Servizio Pubblico messe seriamente in discussione.
I segnali di preoccupazione ci sono tutti per quanto riguarda la MISSIONE: immobilismo ed esternalizzazione delle attività ideative
dell’editoriale; ritardo nell'entrare nel mercato digitale, che, ad oggi, si è prevalentemente tradotto in una trasposizione dei contenuti
trasmessi dai canali generalisti su RaiPlay o con il recupero - neanche così organico - del materiale d'archivio.
Tanti annunci (Giro d'Italia) e accordi, come quello con i giornalisti RAI, che sembrerebbero ipotizzare un posizionare la RAI
fondamentalmente su un prodotto di informazione. Ricordiamo a tale proposito una premonizione che fece Pierluigi Celli nel 2000,
quando dichiarò che il core business della RAI era l'Informazione e immaginò una RAI societarizzata.
E veniamo alle RISORSE, dove - per fare un esempio - è notizia di pochi giorni fa la nascita di una ACI Radio in sinergia con RAI.
Nei fatti, l’Azienda sostiene una nuova offerta legata alla mobilità pur avendo già nella sua organizzazione ben due Direzioni - Isoradio
e Direzione Pubblica Utilità - che erogano info-mobilità h24, la prima su canale dedicato, e la seconda, a cadenza, su tutte le reti
radiofoniche. Se a questo aggiungiamo un nuovo tentativo di “chiusura” del presidio notturno di Onda verde ci si pongono domande
sulla coerenza editoriale di Rai. Da un lato, infatti, si forniscono strumenti indispensabili alla concorrenza, e dall’altro si paventa la
chiusura dei notiziari notturni, opponendosi, peraltro, all’uso di strumenti tecnologici che potrebbero migliorare il lavoro agile. Tutto
questo in nome di una cultura (?), che sembra ancorata a vecchi schemi. Assistiamo, inoltre, ad un lento e inesorabile “snaturamento”
editoriale di Isoradio che rischia di relegare le notizie di traffico e meteo ad un ruolo secondario e meramente accessorio tra
trasmissioni affidate ad esterni e ad un proliferare di spazi politici che nulla hanno a che vedere con il contesto legato all’Infomobilità.
Una serie di scelte che sembrano essere un favore al nuovo competitor.
Una RAI che fa concorrenza a se stessa è un fatto grave, e lo è ancora di più quando lo fa nei confronti della propria Radio che,
ormai da tempo, soffre pesantemente di bassi livelli di ascolti.
Se poi si ritorna al tema della riscossione del canone in bolletta, dove RAI sembra aver abbandonato la difesa di questo strumento
efficace in grado di assicurare la certezza delle risorse economiche, il quadro fosco risulta completo. Forse sarebbe il caso di tornare
ad analizzare gli accadimenti e costruire una visione di prospettiva, sensibilizzando e invitando tutti gli attori in campo a concentrarsi
per dare un futuro alla più grande Azienda Culturale del Paese, in particolare in favore di chi lavora in RAI e per la RAI.
E’ tempo di tornare a discutere delle questioni importanti, dalla certezza delle entrate al futuro di RAIWAY, invece di perdere tempo
sull’inutile chiacchiericcio mediatico su ospitate nei talk show e altre amenità. SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, FNC-UGL,
SNATER, LIBERSIND-CONFSAL sono pronte da tempo a discuterne in maniera seria ed approfondita, non siamo certi che lo siano
anche i vertici Rai !
Roma 03/06/2022
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, FNC-UGL, SNATER, LIBERSIND-CONFSAL

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