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04 Settembre 2021 Rai - Riunione comitato emergenza sanitaria

Il 2 Settembre 2021 si è riunito il Comitato Nazionale per l’emergenza sanitaria da Covid-19, istituito con il Protocollo Nazionale siglato fra le Organizzazioni Sindacali e la RAI in data 17 giugno 2020.
In apertura di discussione, l’Azienda, in considerazione delle recenti modifiche normative sul tema, ha inteso comunicare le seguenti disposizioni organizzative, in vigore rispettivamente dai giorni 18 agosto u.s. e 1 settembre u.s.:
 Obbligo di Green Pass per l’accesso ai locali mensa aziendali.
In considerazione delle FAQ pubblicate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il 14 agosto 2021 la RAI, a far data dal 18 agosto u.s., ha introdotto l’obbligo del Green Pass per l’accesso a tutti i locali Mensa presenti nei suoi plessi, delegandone ai gestori dei medesimi, come da normativa, l’obbligo di verifica. Su sollecitazione delle OO.SS. e al fine di assicurare il diritto al pasto per tutti, la RAI ha reso possibile la fruizione dei pasti, freddi e caldi, mediante asporto (cestini), che, uniti all’utilizzo del RPAF, e all’ UME (estesi, con il Protocollo Sanitario, alle figure operative costrette in presenza) hanno permesso di ridurre al minimo i disagi per coloro che sono privi di Green Pass. Tutto questo, unito all’alto numero di lavoratori in smart working e all’esiguo numero di quelli privi di Green Pass (200/250 in tutta Rai, da stime aziendali), non ha fatto sinora emergere particolari criticità in nessuna delle sedi aziendali.
 Obbligo di Green Pass o di tampone negativo per le trasferte da Regione a Regione e/o all’Estero.
In considerazione delle disposizioni entrate in vigore in data 1 settembre 2021, che prevedono obbligo di Green Pass o di tampone negativo per gli spostamenti tra Regioni e/o all’estero, l’Azienda subordina la possibilità di lavoro in trasferta soltanto ai possessori di Green Pass o tampone negativo fatto nelle 48 ore precedenti. In quest’ultimo caso, indipendentemente che si tratti di personale non vaccinato per qualsivoglia motivo, per la Rai il costo del medesimo non potrà essere in nessun caso essere a carico dell’Azienda.
 Mancata copertura dei giorni di quarantena COVID 19.
Su sollecitazione sindacale, l’Azienda ha comunicato di essere in attesa di un provvedimento governativo in merito. Come è noto, infatti, nel mese di agosto l’INPS ha comunicato di non essere in grado di assicurare la copertura dei giorni di malattia per questa casistica a far data dal 1 gennaio 2021, a causa della mancanza dei fondi ad essa destinati. Questo potrebbe comportare una ricaduta sulle buste paga dei lavoratori che, con effetto retroattivo dal 1 gennaio 2021, dovrebbero coprire con le ferie e, in assenza di queste con giorni di aspettativa non retribuita, i giorni eventualmente fatti per quarantena Covid. Vista la presa di posizione del Ministro Orlando che ha assicurato di reperire i fondi necessari, la RAI si è detta ottimista che questo problema si possa risolvere con un provvedimento governativo a breve.
Le OO.SS., sottolineando la piena efficacia e attualità del Protocollo Sicurezza Rai del 17 Giugno 2020 e dando atto all’Azienda dell’impegno profuso per il contenimento del Covid, hanno però avanzato una serie di perplessità e proposto una serie di correttivi alle scelte aziendali sugli argomenti sopra citati:
 A riguardo dell’obbligo di Green Pass per l’accesso alle mense, le OO.SS. hanno sottolineato come si tratti di un argomento complesso. Preso atto del recepimento da parte della Rai, sulle modalità di applicazione emergono ancora delle differenze. Seppur con posizioni sindacali diverse, per esempio le Organizzazioni Confederali si sono espresse a favore dell'obbligo vaccinale per legge, tutte le OO.SS., pur nelle differenti sensibilità, condividono l'obiettivo generale di assicurare il diritto al pasto per tutti indistintamente, e l’eguale diritto che questo venga consumato in modo dignitoso e confortevole. Per queste ragioni, le OO.SS. hanno apprezzato la prontezza con cui l’Azienda ha dato corso alla richiesta sindacale di introdurre i cestini per l’asporto, anche se, risultano ancora sedi dove questo non è ancora possibile (situazioni queste che andranno al più presto sanate). Le OO.SS. hanno altrettanto apprezzato la decisione di mantenere l’ RPAF nelle modalità previste dal Protocollo. Quello che manca da fare è la creazione di aree attrezzate per permettere un consumo dignitoso dei pasti a chi non fosse in possesso del Green Pass. A questo fine, le OO.SS. hanno chiesto di allestire tensostrutture all’aperto, debitamente attrezzate anche in vista dell’arrivo della cattiva stagione, dove permettere a tutti coloro che siano privi del Green Pass di consumare dignitosamente e nella sicurezza di tutti il loro pasto. Un intervento a costi contenuti (vista l’esiguità dei numeri richiamati dall’Azienda) che, da un lato, garantirebbe il pieno rispetto delle norme e della sicurezza di ognuno, e, dall’altro, di evitare i rischi di sovraffollamento delle postazioni di lavoro.
A questa prima sollecitazione sindacale, la RAI ha inteso rispondere in modo negativo, ribadendo sia la difficoltà di allestire tensostrutture in tutte le sedi per problemi logistici, sia il timore che queste strutture possano divenire essi stessi luoghi sovraffollati, andando contro alle stesse motivazioni per cui verrebbero costruite. Per la RAI, il combinato disposto del RPAF, unito alla possibilità di consumare il pasto in postazione nel rispetto del distanziamento, permette di ovviare perfettamente a questo tipo di problemi.
Le OO.SS. hanno preso atto di questo inutile irrigidimento aziendale, e valuteranno insieme che tipo di risposta opporre a quello che, per l’appunto, sembra più essere una presa di posizione ideologica che non il frutto di insormontabili problemi organizzativi. Resta inteso che lato sindacale sarà posta ancora maggiore attenzione ai protocolli di sicurezza ed alla piena operatività dei dispositivi che sin qui hanno assicurato il lavoro in sicurezza in Rai.
 Per ciò che riguarda l’obbligo di Green Pass per le trasferte fra regioni e/o all’estero, le OO.SS. hanno replicato quanto segue. Fermo restando che l’obbligo di Green Pass e o tampone negativo si applica solo in caso di utilizzo di treni e/o altri mezzi pubblici, e non in caso di utilizzo di mezzi privati e/o aziendali, se l’Azienda intende andare oltre la normativa attuale è una sua scelta che queste OO.SS. non condividono affatto, ritenendola, al momento, una arbitraria forzatura. Ad oggi non esiste un obbligo di Green Pass legato ad istituti contrattuali (le trasferte) ma obblighi di carattere logistico e derivanti da normativa nazionale, (il Green Pass obbligatorio per utilizzare alcune tipologie di mezzo di trasporto, non la trasferta in quanto tale). Quello che le OO.SS. considerano ulteriormente inaccettabile e irricevibile è la decisione aziendale di far ricadere il costo del tampone a carico del/della lavoratore/trice. Senza entrare nel merito di scelte personali, perché esistono casi di lavoratori/trici fragili che non possono vaccinarsi per problemi di salute, le OO.SS. trovano irricevibile che la RAI chieda ai lavoratori di pagare per lavorare. Questa posizione aziendale sembra più rimandare a una scelta di campo, ad anticipare scelte governative annunciate in conferenze stampa o negli interventi del Presidente di qualche Associazione di Categoria, piuttosto che a una esigenza organizzativa vera e propria. Fare i primi della classe non aiuta a veicolare una sacrosanta cultura della prevenzione e della tutela dal Covid 19, ma finisce per essere solo un invito ad irrigidire le singole posizioni. In questa fase delicata dovrebbero guidare il buon senso e l’applicazione delle norme vigenti, non le fughe in avanti. Per queste ragioni, anche in forza del fatto che RAI sta andando oltre quanto previsto dalla normativa attuale, le OO.SS. si dichiarano in profondo disaccordo questa interpretazione aziendale che, ad oggi, risulta del tutto unilaterale delle norme in vigore. Per questa ragione, nel rigettare all’Azienda le eventuali conseguenze di questa scelta non condivisa e totalmente irricevibile, le OO.SS. decideranno quale risposta dare a questa forzatura aziendale.
 Per ciò che riguarda la copertura delle giornate di quarantena, le OO.SS., pur condividendo l’ottimismo aziendale sul fatto che possa arrivare a breve un provvedimento che assicuri la totale copertura a carico INPS delle giornate in quarantena pregresse (dal 1 gennaio 2021) e future, hanno però ribadito che, se questo non dovesse avvenire, sarà l’Azienda a doversene fare integralmente carico, sia per il passato che per il futuro. Pensare di scaricare sui lavoratori i costi di un provvedimento sanitario quando si elargiscono bonus terme senza ISEE non è accettabile e, soprattutto, eticamente sostenibile. Per queste ragioni, le OO.SS. monitoreranno con attenzione quanto avverrà sia a livello governativo, sia a livello aziendale, nel caso in cui la RAI decidesse di fare improvvide fughe in avanti.
In considerazione delle risposte non ricevibili di parte aziendale, oltreché di un quadro normativo in continua evoluzione, le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, FNC-UGL, SNATER e LIBERSIND-CONFSAL, nell’invitare la RAI a soprassedere da inutili fughe in avanti, si riservano di mettere in campo tutte le iniziative possibili a tutela di tutte le lavoratrici e i lavoratori della RAI, in termini di difesa della salute, del reddito e della dignità del lavoro. Inoltre invitano fermamente la dirigenza aziendale a vigilare che tutti i protocolli sin qui condivisi continuino ad essere rigidamente rispettati. In alcune realtà aziendali si registra invece una certa aria di “rompete le righe” sui protocolli di distanziamento e protezione individuale che non tollereremo ulteriormente.
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL FNC-UGL SNATER LIBERSIND-CONFSAL

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