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07 Giugno 2021 Rai - Vicenda milano portello

Il Sindacato in questi anni sta chiedendo alla RAI forti investimenti e adeguamenti immobiliari per quel che riguarda le Sedi regionali e i Centri di Produzione Radio Televisivi di Milano, Napoli, Roma e Torino, oltre agli Immobili che ospitano le “Direzioni generali” di Roma e Torino (di viale Mazzini e di via Cavalli). Un adeguamento immobiliare e tecnologico necessario a realizzare la digitalizzazione per implementare la produzione radio televisiva, e quindi lavori di rinnovamento per regie, pullman, per le riprese interne ed esterne, e tutti gli strumenti necessari per svolgere l’attività in area Editoriale e di Staff, per svolgere l’attività lavorativa sia in presenza che in modalità Smart Working, oltre che la digitalizzazione della Teca Rai, per arrivare a lavorare in full digital, su tutta la filiera produttiva. Un operazione necessaria anche per migliorare sempre di più il Servizio pubblico Radio Televisivo, per portare l’alta definizione HD nella casa degli italiani, e per dare sempre più un prodotto di qualità, e rendere la RAI moderna e al passo con i tempi. Un Piano industriale degno di questo nome dovrebbe prevedere anche un rilancio degli asset immobiliare, idonei ad ospitare la produzione radio televisiva, e su Milano da tempo il sindacato sta chiedendo di prevedere un piano di rilancio della Produzione televisiva. Il rilascio degli studi di Mecenate, provvisori da 15 anni e in affitto, il trasferimento presso il complesso del Portello, determinerebbe una situazione più idonea alle esigenze produttive di un Broadcaster moderno e funzionale su Milano, e quanto il CdA della RAI ha approvato “lo studio di fattibilità per la ridefinizione complessiva degli assetti produttivi e degli uffici amministrativi di Milano”. Dopo questa delibera del CdA RAI, in scadenza di mandato che pone le basi per un investimento sulla RAI di Milano, la stampa romana inizia una campagna di disinformazione definendo il tutto un trasferimento di attività produttive da Roma verso Milano, Portello non è “la Saxa del nord”, ma il ritorno alla normalità ! Questo è quanto ha deliberato il CdA RAI, dopodiché escono gli articoli di stampa da Roma fino a Milano, per criticare un investimento necessario per la Rai e per le realtà produttive di Milano, definendo un’operazione vitale per la RAI e per la realtà produttiva di Miano come uno scippo su Roma, e a tutto ciò come se non bastasse, alla disinformazione, nel più grande silenzio dei Vertici RAI, si alza il tendone del Circo mediatico della politica sulla RAI, mettendo in discussione un investimento importante, atteso dai tempi di Gubitosi, con il rischio di un danno irreparabile per il futuro dei Lavoratori della RAI, tutta, e non solo di Milano ! Pietro Muratori Coordinatore nazionale FISTel CISL

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