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20 Ottobre 2026
Assilt - Precisazioni riguardo lettera uilfpc 9 ottobre 2026
Egregi Presidenti,
apprendiamo con soddisfazione la decisione, seppur a distanza di mesi rispetto alle altre parti istitutive, di nominare, finalmente, il componente pensionato per il nuovo CdA di Assilt.
Con meno soddisfazione apprendiamo che il Segretario Generale della UIL FpC continua a riproporre una ricostruzione fantasiosa dei motivi dell'inqualificabile ritardo con il quale si giunge, finalmente, all'insediamento del Consiglio di Amministrazione.
Il governo unitario di Assilt, così come di altri istituti bilaterali, è un valore assoluto che trova però la propria essenza nella volontà di tutti di individuare le ragioni e i contenuti di una politica condivisa. Se, invece, qualcuno pensa di usare il pretesto dell'unitarietà per bloccare processi fondamentali per la vita quotidiana dei lavoratori solo perché non ottiene tutto ciò che pretende, crediamo sia dovere di ognuno evitare che interessi di parte vengano ribaltati sui lavoratori stessi.
Si continua a parlare in modo surreale di difficoltà relazionali. Il Segretario Generale della SLC CGIL ha incontrato personalmente, e a più riprese, il Segretario Generale della UIL Fpc – oltre agli incontri unitari ufficiali – per cercare una mediazione complessiva, arrivando a proporre un'attribuzione paritaria dei consiglieri territoriali, pur avendo la SLC CGIL diritto a nominarne 4 su 9 in quanto vincitrice delle ultime elezioni Assilt. Il tutto per favorire una ricomposizione unitaria ed il ripristino di un corretto funzionamento dell'ente.
Da tale decisione si sarebbe evidentemente avvantaggiata la UILF pc, che avendo totalizzato il minor numero di delegati in assemblea avrebbe avuto diritto a esprimere solo due delegati territoriali.
Un tentativo vano, che si è infranto dinanzi all'atteggiamento dilatorio ed evasivo della UIL Fpc che, di fronte a mediazioni non pienamente rispondenti ai propri desiderata, è semplicemente scomparsa, confidando su un regolamento che erroneamente assegnava a chiunque il diritto di paralizzare ogni attività.
Stupisce che qualcuno si meravigli se quattro quinti delle parti istitutive di Assilt abbiano deciso ad agosto di disdettare gli accordi che permettevano tutto ciò. La ricerca dell'unità non può e non deve passare dal diritto di veto di chicchessia.
Forse qualcuno dovrebbe interrogarsi sul perché, da qualche anno a questa parte, il nostro settore abbia registrato diversi problemi sulla bilateralità: è successo al Fondo Byblos, al Fondo Telemaco e in Assilt. Storie diverse e parti datoriali diverse, ma con un medesimo esito. Il Segretario Generale della UIL FpC ha tutto il diritto di chiedersi se vi sia da parte di qualcuno una tentazione verso logiche maggioritarie, ma dovrebbe anche chiedersi se non vi sia, piuttosto, da parte della sua organizzazione una scarsa propensione alla ricerca di mediazioni, rafforzata dall'errata convinzione di poter bloccare tutto in assenza del pieno soddisfacimento delle proprie esigenze di sigla.
Una cosa deve essere molto chiara: nessuno, a partire dai sottoscritti, può confondere l'unitarietà con il veto a discapito del funzionamento di istituti molto sentiti dalle persone che dovremmo rappresentare. Non ci siamo mai sottratti al confronto unitario – e siamo pronti a dimostrarlo anche con prove documentali –, ma non accettiamo la logica della "palude" e del veto bloccante.
È questo il motivo che ci ha spinti a proporre, a nove mesi dalle elezioni in Assilt, il cambio di un regolamento che evidentemente qualcuno aveva frainteso.
Verifichiamo con soddisfazione che questo atto, deciso dalla stragrande maggioranza delle parti istitutive, ha pienamente colto nel segno. Peccato per il tempo inutilmente perso e per i danni che tutto ciò ha arrecato,
innanzitutto, alla credibilità di un sistema di relazioni sindacali che, fino a poco tempo fa, ha prodotto importanti avanzamenti per le lavoratrici e i lavoratori.
Ad ulteriore supporto della volontà di superare qualsiasi strumento che involontariamente assecondi la logica dei veti, sosterremo nel nuovo CdA di Assilt la modifica del regolamento per l'elezione sia del CdA sia dei delegati territoriali (ricordiamo che nella scorsa consiliatura è passato un anno abbondante tra la data di insediamento del CdA e la nomina dei delegati sui territori). Così come sosterremo una modifica del regolamento sui costi di gestione, a partire da quelli di trasferta e dalla gestione delle agibilità sindacali.
Il tutto al solo fine di rendere Assilt più operativo, meno costoso e sempre più al servizio dei lavoratori.
Cordiali saluti.
I Segretari Generali
SLC-CGIL FISTEL-CISL
Riccardo Saccone Alessandro Farao
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