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19 Gennaio 2026 Fibercop - Linee guida strategiche industriali, programmi formazione, aggiornamento prefossionale

In data 19 gennaio 2026 si è svolto l’incontro tra le Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOMUIL,
il Coordinamento Nazionale Rsu e la Direzione aziendale di Fibercop per la presentazione delle linee
guida strategiche industriali e relativi programmi di formazione e aggiornamento professionale.
Le linee guida del piano industriale sono state rappresentante da Alberto Boffelli, Chief Corporate Officer, e
Cristina Morbiducci responsabile di Operations. In premessa la direzione aziendale ha illustrato il percorso
aziendale del 2025 ed i risultati conseguiti e consuntivati: sono stati investiti circa 3.000 milioni di euro, posati
circa 27 milioni di chilometri di fibra su tutto il territorio nazionale, con un andamento economico positivo per i
primi 3 trimestri, valorizzato il brand e rimesse le persone al centro dell’attenzione.
Per quanto riguarda il 2026, Fibercop, come target di bilancio punta al raggiungimento di un Ebitdal del primo
semestre di circa 2.000 milioni di euro contro i 1750 milioni di euro circa dello stesso periodo del 2025. Per
quel che concerne le attività industriali, fermo restando gli obiettivi del Pnrr da raggiungere assolutamente entro
il prossimo giugno, oltre che in coerenza con lo sviluppo della rete in fibra, si proseguirà con lo spegnimento
delle vecchie centrali. Previsto lo switch-off di 1800 centrali nel 2026 e ulteriori 10.400 entro il 2029. Il
decommissioning comporterà la dismissione della rete in rame che Fibercop intende valorizzare
economicamente, puntando ad aumentare in maniera importante, al contempo, il tasso di attivazione fibra
rispetto gli ordinativi ricevuti in ambito Delivery. Per quanto riguarda la gestione delle attività di rete, Fibercop
ha dichiarato di non volersi limitare a sviluppare un modello da stazione appaltante ma, anzi, di puntare il più
possibile sulla internalizzazione di lavoro e sulla valorizzazione del personale sociale. In questa logica si
collocano le nuove figure professionali create negli ultimi mesi, allo scopo di curare e valorizzare il patrimonio
aziendale (Capi centrale) piuttosto che dare un forte impulso alla cablatura ed allo sviluppo della fibra in termini
di risultati e tempi certi (Realizzatori), considerati questi mestieri a valore aggiunto. Al fine di raggiungere gli
obiettivi fissati dalle linee strategiche del piano industriale, nelle aree dove sono emerse carenze in termini di
TOF, Fibercop procederà con l’assunzione di nuovo personale.
Lato relazioni sindacali, il nuovo responsabile nazionale di Relazioni Industriali, Rosario Izzo, ha sottolineato
come questo incontro rappresenta il primo di una lunga serie, esprimendo la volontà aziendale di voler essere
più comunicativi e più tempestivi nella condivisione dei temi e delle informazioni sia con il sindacato che con le
lavoratrici ed i lavoratori. Fibercop auspica di affrontare le varie tematiche in maniera aperta attraverso un
confronto costruttivo, escludendo iniziative unilaterali. In relazione ad ipotesi, su una costituenda società
relativa al comparto “Mobile”, l’azienda ha smentito progetti societari in merito, ribadendo che sono in
valutazione diversi ragionamenti in termini di business unit e di aree aziendali da efficientare e calibrare alla
nuova realtà industriale. Infine, Fibercop ha dichiarato che non assorbirà gli aumenti contrattuali e che ha
intenzione di attivare un art.4 isopensione a breve, con uscita volontaria delle persone entro il 30 giugno 2026.
La discussione sull’isopensione avverrà nello specifico nei prossimi giorni, ma l’azienda ha già dichiarato che
dovrà essere uno strumento da utilizzare in coerenza con il piano industriale presentato.
Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil hanno valutato positivamente un approccio aziendale
che ritorni a mettere al centro la valorizzazione del personale, auspicando che trovi riscontro nella pratica
quotidiana e non resti un mero slogan. La reinternalizzazione di diverse attività in ambito rete è sicuramente un
elemento positivo, così come l’assunzione di personale TOF nelle aree territoriali oggi in carenza di organico.
La valorizzazione delle persone, nella quotidianità, passa anche per la fornitura ed il miglioramento di strumenti
adeguati e moderni, ma anche dalle condizioni complessive di lavoro in termini di salute e sicurezza, di comfort,
di flessibilità e di retribuzione. Le organizzazioni sindacali considerano improrogabile la definizione di un
contratto integrativo aziendale che tenga in considerazione tutti quegli aspetti normativi ed economici fermi
ormai da troppo tempo, partendo, ad esempio, dalla definizione di un nuovo modello di lavoro agile condiviso.
Sicuramente un buon segnale, dimostrando il cambiamento di approccio, sarebbe agevolare in queste ore di
forte criticità climatiche, nelle regioni colpite da pesanti allerte meteo, l’accesso al lavoro agile per le attività
remotizzabili ed una attenzione particolare verso lavoratrici e lavoratori operanti sul territorio.
Roma, 19 gennaio 2026
Le Segreterie Nazionali SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL

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