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14 Settembre 2026
Tim - Comunicato stampa opas poste
Roma, 14 settembre 2026 – “Oggi è facile salire sul carro di un’operazione importante come quella dell’OPAS Poste su TIM. Per la Fistel CISL rappresenta invece il risultato di una posizione che abbiamo sostenuto con convinzione negli ultimi anni, anche quando prevalevano scenari di scalate e acquisizioni”.
Lo dichiara Alessandro Faraoni, Segretario Generale Nazionale della Fistel CISL, che aggiunge: “La nostra linea è sempre stata chiara: TIM doveva ritrovare una solida prospettiva industriale e, insieme all’azienda, doveva essere rilanciato l’intero comparto delle telecomunicazioni. Le recenti dichiarazioni dell’Amministratore Delegato di Poste confermano, a nostro avviso, la validità di questa visione, lanciando la nuova azienda come operatore forte in prospettiva nazionale ed europea”.
“Una volta completata l’operazione, però, bisognerà guardare avanti – prosegue Faraoni –. L’obiettivo deve essere costruire un settore TLC più forte, intervenendo anche sui comparti maggiormente fragili, a partire dai CRM BPO”.
Al centro della trasformazione c’è anche la sfida dell’intelligenza artificiale. “L’AI cambierà profondamente il lavoro e alcune professionalità, ma può anche crearne di nuove. La vera sfida è alfabetizzare lavoratrici e lavoratori, accompagnandoli nell’utilizzo di queste tecnologie per ridurre le attività ripetitive e a basso valore e aumentare competenze, valore e produttività”.
“Non possiamo fermare l’innovazione tecnologica, ma possiamo e dobbiamo governarla – sottolinea il Segretario Generale della Fistel CISL –. Per questo chiediamo l’apertura di un tavolo permanente sulle telecomunicazioni, con Governo, imprese e parti sociali, per affrontare le criticità del settore e mettere in campo strategie industriali, investimenti e, dove necessario, anche forme di capitale pubblico”.
“Il settore delle telecomunicazioni merita la stessa attenzione che viene riservata alle altre grandi industrie del Paese. Parliamo di un comparto strategico, indispensabile per la crescita economica, l’innovazione e la digitalizzazione dell’Italia – conclude Faraoni –. l’OPAS può essere un nuovo punto di partenza: ora serve la stessa lungimiranza per costruire un futuro nel quale la trasformazione tecnologica significhi crescita, competenze e nuova occupazione, e non semplicemente perdita di posti di lavoro”.
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