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22 Settembre 2026
Wind Tre - Nuovo modello organizzativo finance control & procurement
Nella giornata del 21 settembre si è svolto un incontro tra le Segreterie Nazionali e Territoriali SLC CGIL, FISTEL CISL, UILFPC UIL, unitamente al Coordinamento Nazionale RSU, e l’azienda WindTre per l’illustrazione del nuovo modello organizzativo che coinvolgerà la struttura Finance, Control & Procurement.
Il progetto, denominato BOS, ha la finalità di superare le frammentazioni dell’attuale modello attraverso la costruzione di un’organizzazione più semplice, integrata e coordinata, con lo scopo di migliorare la qualità del servizio e supportare la crescente complessità operativa.
Le funzioni impattate sono:
• Ciclo attivo
• Ciclo passivo
• Gestione del credito
I lavoratori interessati dalla riorganizzazione, circa 270 (40% della direzione Finance) distribuiti su Roma 116, Milano 58, Pozzuoli 46, Cagliari 25, Genova 11 e altre sedi 10, saranno allocati in due aree funzionali:
• Area BOS, operativa a supporto del business e che impiegherà circa 200 lavoratori
• Area Governance, che impiegherà circa 60 lavoratori
I criteri per individuare i lavoratori da allocare nelle due aree saranno basati sulle competenze professionali, sulle esperienze maturate, sulle conoscenze dei processi e sulla coerenza con il nuovo modello organizzativo. La maggioranza delle persone continuerà a svolgere mansioni coerenti con quelle attuali mentre, coloro che andranno incontro a cambiamenti di attività, saranno supportati da training on the job e affiancamenti operativi. Percorsi di riconversione, attraverso job posting e mobilità interne, saranno infine avviati per circa 10 lavoratrici/tori.
Come Organizzazioni Sindacali, pur riconoscendo la prerogativa aziendale nella gestione dell’organizzazione del lavoro, anche apprezzando l’informativa oggetto della presente riunione come buona prassi in caso di riorganizzazioni aziendali indipendentemente dalla rilevanza numerica dei lavoratori impattati, abbiamo rimarcato che vigileremo costantemente affinché non vi siano ricadute sulle lavoratrici/tori coinvolti sia per quello che riguarda il mantenimento delle professionalità e delle mansioni, sia per quello che riguarda i processi di riconversione che dovessero rendersi necessari.
Questa riorganizzazione dovrà, infatti, essere una vera opportunità di miglioramento qualitativo e professionale e non un mero taglio dei costi.
Al termine dell’incontro abbiamo nuovamente ribadito all’azienda come, nella fase di conflittualità attualmente in essere, sia assolutamente fondamentale il rispetto reciproco delle normative e degli accordi in essere.
Il diritto di sciopero, costituzionalmente garantito, non può essere messo in discussione da capi/responsabili operativi che chiedono ai lavoratori in reperibilità di comunicare la “non adesione allo sciopero” attraverso una chiamata altrimenti non viene riconosciuto il relativo gettone di disponibilità. Ricordiamo infatti che, come da sentenza della Corte Costituzionale, la comunicazione preventiva di adesione allo sciopero, non può trasformarsi mai in un obbligo o in un ordine di servizio e quindi, essendo del tutto facoltativa, l’azienda non può imporre sanzioni, procedimenti o ritorsioni contro il lavoratore che decide di non dichiarare preventivamente la propria intenzione, o di esercitare il diritto di sciopero all’ultimo momento.
Per questo abbiamo comunicato che in caso di comportamenti non conformi con la normativa sullo sciopero ci riserviamo, questa volta noi, di fare le dovute segnalazioni agli organi competenti.
Roma, 22 settembre 2026
LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC CGIL FISTEL CISL UILFPC UIL
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