


L’incontro di ieri convocato dall’azienda con le Segreterie nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL era volto ad un approfondimento circa l’applicazione operativa in TIIT dell’accordo del 7 settembre 2015 al Ministero dello Sviluppo Economico (sottoscritto anche da UGL ma non firmato da SLC) che impegna per 3 anni le due aziende - Telecom Italia e T.I. Information Technology – alla blindatura dei perimetri occupazionali ed al superamento delle attuali difficoltà legate alla situazione economica di Gruppo ed agli esuberi dichiarati attraverso il ricorso alla solidarietà difensiva.
Come si ricorderà nell’accordo suddetto per TIIT erano stati dichiarati dall’azienda 200 esuberi "dovuti alla persistenza della congiuntura negativa del mercato IT e alla semplificazione architetturale e di processo/sistemi sul versante tecnico-organizzativo che sta determinando una razionalizzazione delle risorse di presidio". A fronte di questo problema, l’accordo del 7 settembre prevede per TIIT il ricorso ai Contratti di Solidarietà per 3 anni e la reinternalizzazione di attività con ricorso alla mobilità professionale, il tutto in perfetta analogia a quanto già realizzato con gli accordi dell’aprile 2013 sottoscritti da tutte le sigle sindacali.
In apertura l’azienda ha dato quindi disponibilità ad approfondire tutte le materie sopra riportate, a partire dagli esuberi, per proseguire con i possibili piani di reinternalizzazione delle attività e con la definizione della misura della percentuale della solidarietà nella misura di circa il 6%, oltre all’attuazione di ogni altro elemento già previsto negli accordi applicativi già sottoscritti in Telecom Italia il 27 ottobre 2015 (anche questi non sottoscritti da Slc). Primo tra tutti la disponibilità a sottoscrivere quanto previsto dall’art. 4 della legge Fornero (possibilità di uscita anticipate fino a 4 anni in vista della pensione) con oneri a totale carico aziendale.
Rispetto a tale percorso UILCOM e FISTEL hanno preliminarmente dichiarato che elemento portante dell’ accordo del 7 settembre oltre alla volontà da parte sindacale di blindare la tenuta occupazionale nel Gruppo c’è la pari forte volontà di tenere vincolate in un unico contesto l’IT alla Telecom e che tali impegni sono la sostanza dell’accordo stesso. Ed anche in questo la sostanza è identica a quanto già fatto nel 2013 con accordi unitari. FISTEL e UILCOM hanno inoltre evidenziato che già da diversi mesi, di fatto dopo il termine della solidarietà, in diversi settori (e sedi) aziendali si registrano uscite di attività "interne" verso fornitori esterni e che tale andamento preoccupa non poco perchè in contrasto con le azioni finora seguite dopo gli accordi del 2013 (sono state realizzate internalizzazioni per 700 FTE a fronte delle 350 previste) e con quanto sarebbe invece necessario continuare a fare.
Per quanto detto, abbiamo quindi espresso la volontà a procedere con tutti gli approfondimenti necessari che permettano di addivenire ad un accordo nella direzione sopra tracciata perché è solo in questo modo che si possono raggiungere gli scopi fondamentali che a nostro avviso stanno a cuore a tutti i Lavoratori e le Lavoratrici di TIIT, a prescindere dalla sigla sindacale di appartenenza e cioè la salvaguardia del posto di lavoro, in un contesto che veda l’azienda Telecom Italia Information Technology unita in un percorso comune e simbiotico con l’azienda Telecom Italia.
Sarebbe grave ed irresponsabile a nostro avviso, e si tratterebbe di fare un "vero salto nel buio", dopo gli accordi già sottoscritti in Telecom, lasciare TIIT isolata al suo destino alla mercé di scelte future unilaterali di Gruppo dai contenuti ignoti, anche e soprattutto alla luce dei noti cambiamenti dell’azionariato già avvenuti ed ancora in atto in Telecom Italia.
Per questo già in corso d’incontro abbiamo rivolto ad SLC, che ha in TIIT la maggioranza delle RSU a differenza di TI, l’invito sincero e pressante ad esaminare la questione dell’accordo in TIIT scevra da pregiudizi e da riserve di ogni tipo proprio per assicurare attraverso un’intesa un ulteriore periodo di tranquillità di 3 anni ai colleghi tutti dell’IT.
Dal canto suo SLC ha ribadito che gli accordi del 7 settembre 2015 e quelli successivi che ne hanno declinato l’applicazione in TI sono a suo dire sbagliati e non condivisibili e che quindi non firmerà accordi simili in TIIT che vanno in quella direzione. Dopo questa affermazione di principio ha anche dichiarato che essendo TIIT " l’anello debole del gruppo " potrebbe esaminare la possibilità di approfondire il discorso di un eventuale accordo laddove alla base di tutto il ragionamento ci fosse il passaggio di tutta TIIT in TI.
Da parte nostra abbiamo sottolineato che quella del ritorno in TI della funzione Informatica è una posizione unitaria sostenuta da anni (basta guardare i comunicati unitari sull’argomento) ma che da parte della Capogruppo è sempre stato negato, sostenendo che la soluzione di una società separata posseduta al 100% e con un AD che ha la Funzioni di indirizzo delle attività informatiche (CIO) anche in Telecom Italia, è per lei equivalente ed organizzativamente quella ritenuta più efficace. Ed in ogni caso abbiamo firmato in TIIT accordi unitari su solidarietà e reinternalizzazioni, quelli di aprile 2013 appunto anche senza che venisse accolta la nostra richiesta, già allora formulata unitariamente, di riportare l’Informatica dentro Telecom.
Non vorremmo quindi che tale posizione di SLC, laddove fosse confermata, serva solo a mandare la palla in tribuna per prendere e (perdere) tempo.
FISTEL ed UILCOM hanno infine richiesto all’azienda, alla luce delle posizioni emerse, di come intende procedere in caso di "non accordo" ricevendo in risposta che nessuna decisione è presa e che ogni eventuale percorso successivo vedrà un intervento di merito della Capogruppo, riservandosi di fare sue valutazioni sulla base di quanto emerso all’incontro.
Ribadiamo infine la nostra valutazione della importanza di realizzare un accordo anche in TIIT che riteniamo anche noi, oggi, essere "l’anello debole del Gruppo Telecom" proprio per fare in modo che gli oltre 3300 colleghi che in essa operano non restino isolati in un contenitore aziendale non coperto da accordi sindacali di sistema, gli unici che fino ad oggi hanno garantito un dignitoso percorso ai Lavoratori e alle Lavoratrici dell’IT in una Telecom fortemente indebitata per le note vicende proprietarie succedutesi a partire dal 2000 in poi e che ha ridotto drasticamente ricavi e margini negli ultimissimi più recenti anni.
Roma, 2 dicembre 2015
LE SEGRETERIE NAZIONALI
FISTEL-CISL UILCOM-UIL
Telecom Italia Information Technology - Applicazione operativa accordo quadro mise Telecomunicazioni > Appalti TLC