


In queste ultime settimane le scriventi segreterie sono stata contattate da numerose lavoratrici e lavoratori che denunciano continue pressioni da parte dell’azienda sull’obbligo di fermarsi oltre il normale orario di lavoro adducendo che devono finire la coda di chiamate prima di potersi scollegare, "il tutto suffragato da una regola di buona condotta e richiamando regole contrattuali che spiegherebbero questo obbligo…" !!!
Leggendo le regole contrattuali del CCNL, le scriventi però, non hanno trovato alcun riscontro in merito a quanto affermato da parte di CallCenterOne anzi, se parliamo di "buona condotta" sembra che il CCNL preveda che non vi sia alcun obbligo di fermarsi oltre il normale orario di lavoro, tanto meno se non retribuito, salvo la facoltà dell’azienda di richiedere ai lavoratori di compiere lavoro supplementare, straordinario (comma 8 articolo 30), il quale deve essere compensato con le relative maggiorazioni (comma 10 articolo 30).
Quello che però ci chiediamo è: fino ad oggi come si è fatto?
Ci risulta che le lavoratrici ed i lavoratori di CallCenterOne abbiano sempre e volontariamente, gestito la situazione e le code anche oltre il proprio normale orario di lavoro consci, che quei minuti in più, non sarebbero stati retribuiti. Oggi constatiamo invece, una nuova politica che "vorrebbe" delle norme imperative di condotta che obbliga a concludere tutte le chiamate fino di esaurire la coda.
Invitiamo l’Azienda a sospendere immediatamente tali pressioni, in caso contrario, nelle assemblee previste il 12 marzo p.v. le scrivente valuteranno assieme alle lavoratrici e ai lavoratori le eventuali iniziative del caso.
Noi crediamo che serva buon senso da ambo le parti e non solo da parte dei sempre noti che sul tema, crediamo, non abbiano più nulla da dimostrare!
Le Segreterie Territoriali SLC-CGIL e FISTel-CISL
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