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11 Aprile 2019 Tim - Organismo di consultazione premio di risultato 2019

Come previsto dall’accordo sul PDR riguardante le società del “Gruppo TIM”, in data 10 aprile, si e’

riunito l’organismo di consultazione sul Premio di Risultato, nel quale sono stati comunicati i dati a

consuntivo riferiti all’andamento degli indicatori e degli obiettivi dell’anno 2018.

Ricordiamo che la struttura del “PDR” è articolata attraverso 4 PARAMETRI DI RIFERIMENTO, dei

quali, quello che permette di accedere al premio di risultato, è come noto l’Ebitda di Gruppo.

L’ EBITDA di GRUPPO rappresenta il “gate“ (cancello) d’ingresso per l’accesso al PDR e deve essere

raggiunto al 95% (soglia abbassata dal 100% al 95% a seguito dell’accordo confederale realizzato al

Ministero del Lavoro nel giugno 2018); il peso è del 40% sul premio complessivo in termini di

erogazione.

Questo valore e’ un indicatore economico di valutazione delle performance operative, ovvero il

profitto lordo dell’impresa, sulla base di questo indicatore, al momento di fare il budget per l’anno

successivo, viene impostato un valore obiettivo (target), che sarà il valore da raggiungere o superare

alla fine dell’anno di valutazione (anno di esercizio).

I componenti aziendali dell’organismo di consultazione hanno comunicato che, in base ai valori fissati

per il 2018, l’obiettivo suII’ Ebitda NON è stato raggiunto, quindi per le regole previste dall’accordo

del 2017, tecnicamente non ci sarà erogazione del PDR nella busta paga di maggio 2019.

La parte sindacale ha messo in evidenza i seguenti temi:

comparando i soli dati di Ebitda del 2017 (7.790 milioni di euro) e del 2018 (7.713 milioni di euro), vi è

una differenza in negativo di 77 milioni ed in entrambi i casi non si sarebbe raggiunto il target

previsto; il parametro che ha fatto la differenza nei 2 anni passati sono stati gli oneri non ricorrenti,

pari a 883 milioni nel 2017 e 408 milioni nel 2018, (cifre in grande maggioranza stanziate per attivare

art. 4 legge Fornero-Isopensione) la restante parte di quegli oneri è per contenziosi di vario genere.

Il valore di questo onere, sommato all’ Ebitda di riferimento, nel 2017 ha permesso di raggiungere il

target con erogazione piena del PDR nel 2018, invece per l’anno 2018 pur sommando gli oneri non

ricorrenti il valore minimo di riferimento non è stato raggiunto.

Risultati di previsione, fissati da un gruppo dirigente (ci riferiamo ai due ultimi anni passati) che non

ha fatto altro che scontrarsi su molteplici temi a partire dal consiglio di amministrazione, ingessando

di fatto tutto il Gruppo, in un settore, quello delle TLC, che invece procede, alla velocità della luce,

nella sua trasformazione!

Non ci bastano quindi le “argomentazioni” aziendali relative al passaggio della fatturazione da 28 a 30

giorni e dell’ingresso del quarto operatore mobile (ILIAD) che indicano in questi accadimenti la causa

della diminuzione dei ricavi; nel 2018 ed anche prima, si sono fissati degli obiettivi di performance

irrealistici, non tenendo conto della effettiva situazione del mercato causa di un management MIOPE

che, nel 2018, non ha quindi realizzato quanto previsto.

Per questa serie di motivi le Organizzazioni Sindacali Confederali non condividono assolutamente il

messaggio “tecnico” ricevuto dall’organismo di consultazione, le/i lavoratrici/lavoratori del Gruppo

Tim hanno fatto, come sempre, la loro parte in modo professionale ed egregio, e non gli si può

addossare responsabilità che non hanno, riferite ad una gestione fallimentare e disastrosa

determinata da chi si occupa di “decidere” i piani industriali e la loro attuazione!!!

Oggi più che mai si deve avere una visione corretta del mercato di riferimento, non serve fare

previsioni stellari, irrealizzabili, sono segnali sbagliati che si propagano verso i livelli inferiori,

alimentando una gestione a volte artificiale degli obiettivi nelle varie strutture, dando origine a prassi

che indicano l’esistenza di una grande azienda che non collabora per lo stesso risultato ma vede al

suo interno tanti silos indipendenti dove ognuno alimenta se stesso.

Tutto ciò determina che alla fine, i conti non tornano mai nel confronto dei più importanti azionisti di

riferimento, ovvero di tutte/i le/i lavoratrici/lavoratori del Gruppo Tim, che si sono comportati

secondo le indicazioni dei vertici di TIM !!

Il confronto con la nuova dirigenza aziendale, dovrà trovare d’ora in avanti soluzioni condivise, per far

si che ai lavoratori del gruppo TIM, vengano riconosciuti il merito e gli sforzi quotidiani pur in un

contesto generale di grande difficoltà in tutti i settori aziendali, dove tutti hanno operato in un clima

di incertezza totale, ma senza mai mollare per un momento.

Alle/ai lavoratrici/lavoratori, va dato il segnale della svolta, quella vera, di cui il Gruppo Tim ha

necessariamente ed urgentemente bisogno!

Roma, 11 Aprile 2019

LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

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