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28 Maggio 2026
Call Center - Crm bpo in arrivo lo sciopero
Le Segreterie Nazionali di SLC CGIL, Fistel CISL e UILFPC UIL hanno chiuso la fase di raffreddamento della procedura di richiesta di sciopero nel settore CRM/BPO, nell’ambito di un percorso che si sta tentando di mantenere unitario e condiviso tra le Organizzazioni Sindacali.
Ad oggi, tuttavia, la vertenza non registra ancora gli avanzamenti necessari a determinare uno sblocco concreto delle criticità segnalate, né un cambiamento sostanziale delle condizioni che hanno portato all’apertura dello stato di agitazione.
La Fistel CISL ribadisce la volontà di proseguire il percorso di agitazione, nella convinzione che solo una linea sindacale coerente e condivisa possa garantire efficacia nella tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto CRM/BPO.
Permangono infatti elementi di forte preoccupazione rispetto alla tenuta occupazionale, alla qualità del lavoro, alle condizioni economiche e normative e alla crescente instabilità del settore.
La situazione del settore CRM/BPO continua a evidenziare criticità strutturali che non possono più essere affrontate con interventi parziali o rinvii successivi.
Per Fistel CISL è evidente che il comparto sconta dinamiche ormai consolidate di:
pressione competitiva al ribasso sui costi del lavoro;
diffusione di forme di dumping;
utilizzo improprio dei cambi di appalto come strumento di riduzione occupazionale o salariale;
crescente precarizzazione delle condizioni lavorative;
scarsa stabilità industriale delle commesse.
In questo quadro, la procedura di sciopero rappresenta uno strumento necessario per sostenere una vertenza che non ha ancora ricevuto risposte adeguate dalle Istituzioni.
Fistel CISL ritiene indispensabile aprire una fase diversa, fondata su interventi concreti e verificabili, a partire da:
rafforzamento delle clausole di salvaguardia occupazionale nei cambi di appalto;
contrasto reale al dumping contrattuale nel settore;
valorizzazione e applicazione piena del CCNL di riferimento;
definizione di regole più stringenti sulla gestione delle commesse;
garanzia di continuità occupazionale e redditi adeguati;
maggiore responsabilità sociale delle committenze.
Senza un cambio di passo significativo da parte del sistema delle imprese e delle stazioni appaltanti, il rischio è quello di una progressiva erosione della qualità del lavoro e della stabilità occupazionale nel comparto.
Fistel CISL conferma il proprio impegno nel percorso unitario, ma ribadisce la necessità che la mobilitazione sia sostenuta da contenuti chiari, obiettivi esigibili e risposte concrete.
La Segreteria Nazionale
Fistel Cisl
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