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30 Settembre 2026 Call Center - Governo assente sulla crisi del settore crm bpo

Le Segreterie Nazionali di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILFPC UIL esprimono forte preoccupazione per l’emorragia occupazionale in corso nel settore Crm/Bpo, condannando con fermezza la totale assenza del Governo nel provare a gestire una vertenza che sta travolgendo un intero comparto produttivo.
Nonostante le ripetute sollecitudini e la gravità della situazione, che mette a rischio migliaia di posti di lavoro e la tenuta industriale di un comparto che conta 45mila addetti nel paese, l'esecutivo continua a rifugiarsi in un silenzio inaccettabile, sordo alle grida di allarme di lavoratrici e lavoratori.
Per rompere questa situazione di stallo e riaffermare la centralità sociale e occupazionale del settore, le federazioni delle telecomunicazioni di Cgil, Cisl, Uil hanno formalizzato una richiesta urgente di incontro a tutte le deputazioni parlamentari dei Gruppi di Camera e Senato. È indispensabile che le forze politiche si assumano la responsabilità di intervenire e pretendano dal Governo l'apertura immediata di un tavolo di crisi ministeriale dedicato. L’introduzione di strumenti di automazione e sistemi di intelligenza artificiale, senza governo dei processi e norme a tutela dell’occupazione, sta gradualmente favorendo la sostituzione delle lavoratrici e dei lavoratori nelle attività produttive. Sono, oltre 3mila le lavoratrici ed i lavoratori per i quali si è dovuti intervenire con accordi di ammortizzatori sociali prima dell’estate. A partire da settembre già 2500 gli esuberi dichiarati, ed altri 5mila potrebbero giungere sui tavoli di crisi nelle prossime settimane.
Nel frattempo, la mobilitazione non si ferma, diverse iniziative territoriali si stanno svolgendo in questi giorni a sostegno della vertenza, ed in assenza di risposte arriverà la proclamazione dello sciopero generale di tutto il settore CRM/BPO.
Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, UilFpc Uil ribadiscono che non saranno accettati né disimpegni istituzionali né scorciatoie che scarichino, sui lavoratori, il prezzo della automazione dei processi e delle dinamiche di mercato non regolate.
La dignità del lavoro e il futuro del settore Crm/Bpo sono fortemente a rischio, per l’assenza di regole e la mancata volontà politica di governare gli effetti della digitalizzazione sulle attività produttive. Non possono essere gli ammortizzatori sociali o le incentivazioni all’esodo gli unici strumenti utili alla difesa occupazionale, oltre al perpetrarsi delle attività in “offshoring”. La contrattazione tra le parti datoriali e le organizzazioni sindacali non sarà sufficiente, senza regole e strumenti appositi introdotti dalla normativa. Il governo, il parlamento devono fare la loro parte. A tal fine, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil hanno richiesto il coinvolgimento dei gruppi parlamentari, visto il disinteresse del governo, auspicando di poter individuare, all’interno della deputazione parlamentare, interlocutori pronti ad ascoltare le proposte del sindacato confederale, nel comune interesse della piena salvaguardia occupazionale di un settore che occupa migliaia di persone, in particolare donne nel Sud del paese.
Roma, 30 settembre 2026
Le Segreterie Nazionali
SLC CGIL – FISTEL CISL – UILFPC

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