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05 Maggio 2026 Konecta Italia - Gara appalto e on la clausola sociale non è un opzione è un diritto

In data odierna, si è tenuto un incontro tra le scriventi segreterie di SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL hanno
incontrato i responsabili delle risorse umane di Konecta Italia in merito all’avvio di una nuova gara d’appalto da
parte del Committente E.ON. Quanto emerso durante il confronto desta estrema preoccupazione in quanto
il bando di gara in questione presenta criticità inaccettabili: l’applicazione della clausola sociale non è
indicata come vincolante e manca qualsiasi riferimento esplicito all’applicazione del CCNL TLC CRM-BPO. Il
Committente sosterrebbe, impropriamente, che le attività di microcredito e back-office non rientrerebbero nel
perimetro del CRM-BPO, cercando così di sottrarsi all'obbligo del passaggio dei lavoratori e alla tutela dei livelli
occupazionali e salariali.
Le persone impattate sono in totale 34 di cui 30 occupate sul sito di Padova, già provato da oltre 15 anni di
ammortizzatori sociali senza un concreto e valido piano industriale per il rilancio economico ed occupazionale
dello stesso; parliamo di oltre il 40% dei lavoratori padovani che oggi contano 72 persone, la maggior parte
donne e part-time. Come SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL respingiamo fermamente questa
interpretazione ricordando che:
• l’ultimo rinnovo del CCNL TLC ha chiarito e rafforzato normativamente la “clausola sociale” proprio per
evitare zone d’ombra e manovre elusive;
• tali norme sono state scritte per contrastare il dumping contrattuale e garantire la continuità
occupazionale, rispettando la territorialità e limitando gli impatti sociali devastanti che le gare d’appalto
storicamente portano con sé;
• le attività in oggetto sono parte integrante del processo di gestione del cliente e devono essere soggette
alle tutele previste dal settore.
Nonostante il numero dei lavoratori impattati possa apparire esiguo, la questione ha una valenza politica e
strutturale enorme. La riduzione di oltre il 40% dell’organico sul sito di Padova renderebbe la sede meno solida,
riducendone l'appeal aziendale e indebolendo la tenuta complessiva del perimetro occupazionale locale. Non
permetteremo che Padova venga "svuotata" pezzo dopo pezzo. Il Sindacato non resterà a guardare questo
tentativo di aggirare le regole del settore. Pertanto, verranno attivate immediatamente le seguenti procedure:
• attivazione dell’Unità di Crisi della Regione per denunciare l'irregolarità del bando e la minaccia ai posti di
lavoro;
• coinvolgimento delle Segreterie Nazionali per il portare la vertenza anche sui tavoli Ministeriali
competenti per richiamare il Committente alle proprie responsabilità sociali.
La tutela del lavoro e della dignità dei lavoratori passa inevitabilmente dal rispetto dei contratti e delle
clausole di salvaguardia.
Padova 05 maggio ’26
Le Segreterie Regionali di SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL

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